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Accordo fiscale: salta definitivamente l’intesa con Berlino

12 dicembre 2012 – 22:43Nessun Commento

Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze tedesco ha difeso fino all' ultimo l'accordo con Berna. (YT)

Berlino boccia l’intesa fiscale con Berna. Dopo il no della camera dei Laender, il 23 novembre scorso, stasera nemmeno la commissione di conciliazione delle due camere del Parlamento tedesco è riuscita a trovare un compromesso sull’accordo fiscale con la Svizzera.

19 voti contro 10. Questo il risultato scaturito stasera dalla votazione in seno alla commissione di conciliazione delle due camere del Parlamento tedesco. L’intesa fiscale con la Svizzera, a questo punto, è stata definitivamente affossata dopo che già il 23 novembre scorso la camera dei Laender aveva espresso un secco no al compromesso con la Svizzera. L’intesa tra Berna e Berlino prevedeva un’imposta liberatoria alla fonte del 21-41% per regolarizzare i capitali depositati in nero nelle banche elvetiche e un’imposta analoga del 26% sui redditi futuri. Tuttavia, l’opposizione rosso-verde ha fatto muro contro l’accordo che ritiene essere un’amnistia mascherata e questo malgrado il parere favorevole del governo e di tutto lo schieramento di centro-destra.

Niente legalizzazione dei soldi sottratti al fisco tedesco: la camera dei Länder ha ribadito il suo no agli accordi fiscali, respingendo il tentativo di mediazione proposto dal governo. Attraverso questi accordi, in cambio di una imposta liberatoria sarebbero stati legalizzati i capitali sottratti al fisco tedesco depositati in Svizzera.

“La giustizia fiscale non è in vendita”, hanno affermato socialdemocratici e verdi, decidendo di confidare nella pressione internazionale sulla Svizzera per arrivare allo scambio automatico di informazioni sugli evasori fiscali.

La ministra delle finanze svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, commentando la decisione, ha escluso che la Svizzera possa tornare sulla proposta ora respinta, affermando di sperare piuttosto che la Germania possa in un futuro non troppo lontano cambiare idea. “Presto entreranno in vigore gli accordi con la Gran Bretagna e l’Austria, e così si vedranno gli effetti positivi della soluzione proposta dalla Svizzera.”

Le conseguenze sulle trattative con l’Italia

Ora, per la Svizzera le cose si fanno complicate. Il rifiuto tedesco potrebbe influire negativamente sulle trattative in corso con l’Italia. Ieri davanti alla commisione esteri della Camera il ministro dell’economia italiano Vittorio Grilli non aveva escluso la possibilità di raggiungere un accordo nonostante le dimissioni di Monti. Ma ha precisato di essere contrario ad un accordo a tutti costi. Il no della Germania offre insomma l’occasione all’Italia di alzare il prezzo se la Svizzera vuole arrivare ad un risultato.

La crisi politica italiana non facilita certo il compito dei negoziatori svizzeri, che potrebbero trovarsi nella situazione di dover ricominciare da capo il negoziato per la terza volta, con un nuovo governo che potrebbe rivelarsi ancora più restio di quello attuale a legalizzare i capitali sottratti al fisco.

In questo caso rimarranno in sospeso anche gli altri importanti punti al centro del negoziato in corso, dalla revisione dell’accordo sulla tassazione dei frontalieri, alle black list, all’accordo sulla doppia imposizione. A meno che non si decida, contrariamente a quanto si è fatto finora, di affrontare questi temi separatamente.

MB

 

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