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Ermotti: l’UBS sostiene gli accordi fiscali

25 maggio 2012 – 10:18Nessun Commento

Sergio Ermotti, CEO di UBS (foto L. Trotti)

L’imposta liberatoria in cambio del mantenimento dell’anonimità sui detentori dei fondi stranieri comporta dei sacrifici anche pesanti per la piazza finanziaria svizzera, ma si tratta di una soluzione accettabile: è questo il giudizio espresso dall’amministratore delegato dell’Unione di banche svizzere Giorgio Ermotti sugli accordi fiscali conclusi dalla Svizzera.

Ermotti ha illustrato le posizioni di UBS in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione bancaria ticinese. In una situazione in cui la piazza finanziaria è sottoposta a pressioni sempre più grandi, è necessario che le autorità abbiamo una strategia politica e di comunicazione chiara e univoca.

Purtroppo, ha deplorato Ermotti, una certa ambiguità da parte delle autorità federali, ha suscitato all’estero l’impressione che la Svizzera stia voltando le spalle alla piazza finanziaria. “Questa ambiguità porta un’ondata di incertezza tra i clienti e gli investitori che le piazze finanziarie concorrenti non esitano a sfruttare.”

Ci sono dei principi che secondo Ermotti vanno in ogni caso rispettati. Primo fra tutti quello della confidenzialità dei dati bancari: la tutela della sfera finanziaria privata è “un cardine dello Stato di diritto svizzero alla quale non si deve rinunciare.”

Bisogna evitare che le banche diventino una estensione delle autorità fiscali straniere. “I clienti sono responsabili in prima persona dell’ottemperanza dei propri obblighi fiscali.” Nel contesto attuale, il concetto di imposta liberatoria è accettabile. Si tratta, secondo Ermotti, di una “soluzione fattibile per venire incontro alle legittime rivendicazioni fiscali degli Stati, garantendo allo stesso tempo la sfera privata dei nostri clienti.”

Bisogna però essere coscienti che l’implementazione dell’imposta liberatoria a breve termine comporterà dei sacrifici, anche pesanti. È fondamentale però che non si dimentici l’importanza del fattore concorrenziale: “ogni volta che si va oltre gli standard internazionali, la piazza finanziaria svizzera perde in competitività.”

A questo proposto il CEO di UBS ha voluto ricordare l’importanza delle grandi banche per l’economia svizzera. Il settore finanziario contribuisce al 16% del prodotto interno lordo svizzero, ha sottolineato Ermotti. “Una piazza finanziaria forte e delle grandi banchi solide, che operano a livello internazionale, è nell’interesse della Svizzera e dei suoi cittadini.”

MA

 

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