Accordi fiscali:… e Monti che fa?
Con l’avvallo odierno di Bruxelles relativo agli accordi fiscali bilaterali che la Confederazione svizzera ha firmato con Regno Unito e Germania, la strada potrebbe essere spianata verso un accordo anche fra Berna e Roma. Mario Monti ha più volte ribadito che avrebbe atteso il responso degli esperti fiscali dell’UE prima di prendere una decisione. Ora non si sono più attenuanti.
Fino a poco tempo fa, sembrava che gli accordi fiscali che la Svizzera aveva firmato l’estate scorsa con Regno Unito e Germania fossero diventati, con il passare del tempo, carta straccia. Infatti, da Bruxelles arrivavano segnali inquietanti e molti paesi UE spingevano per un accordo fiscale unico valevole per tutti. Fra questi l’Italia che prima con Tremonti e in seguito con Mario Monti, non ha mai voluto nemmeno entrare in trattative con la Confederazione. Ancora recentemente, il premier italiano ha ribadito che qualsiasi discussione con la Svizzera sarebbe dipesa dalla decisione che avrebbe preso Bruxelles.
Ma a partire da oggi, le riserve italiane non sono più giustificate. Dunque, c’è da supporre, che presto gli “sherpa” di Roma e Berna cominceranno a incontrarsi per definire celermente i termini di un nuovo accordo fiscale. Ricordiamoci che, secondo gli esperti, se si trovasse finalmente una soluzione con la Svizzera, l’Italia potrebbe incassare immediatamente 10 miliardi di franchi. Una boccata d’ossigeno non indifferente per le asfittiche casse italiane.
Mario Besani
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