Se l’euro va giù… i frontalieri ci guadagnano di più!
Se c’é una categoria di lavoratori che a causa della continua caduta dell’euro ci sta guadagnando è quella dei frontalieri. Tutti, non solo gli italiani, ma anche chi proviene da Francia, Austria e Germania. Ma il temporaneo effetto positivo potrebbe essere un boomerang.
L’incremento mensile medio in busta paga per i frontalieri che lavorano in Svizzera, si attesta, in questo momento, a “più” 370 euro. Si tratta di una bella differenza dovuta in particolare al costante indebolimento dell’ euro rispetto al franco. Se prendiamo ad esempio un metalmeccanico lombardo impiegato in Ticino lo scorso anno ad un salario mensile di Fr. 3600.-, con l’euro a Fr. 1.5, il suo stipendio si attestava attorno ai € 2400. Con il cambio attuale a 1.3, porta a casa € 2770.
Il vantaggio è evidente, ma come fa notare la CGIL di Como, la gioia potrebbe avere il fiato corto. Basta, infatti, una risalita repentina della moneta europea (cosa tutt’altro che da escludere) per vanificare tutti i vantaggi. Ma il vero pericolo sta altrove. Con il franco troppo apprezzato rispetto all’ euro, l’export svizzero comincia a risentirne considerando che l’Europa è il partner economico più importante della Confederazione. Questo può voler dire che rallentando le esportazioni (il Ticino da questo punto di vista è particolarmente vulnerabile) molte aziende dovranno ridurre gli orari di lavoro e magari licenziare proprio per mancanza di ordinativi.
Già ora, fanno notare i sindacati, molte aziende ticinesi, che nei mesi scorsi avevano chiesto e ottenuto di potere introdurre, temporaneamente, il lavoro a tempo parziale, stanno arrivando all’esaurimento del periodo concesso dal Cantone, che non è reiterabile. Quindi, il vero rischio per molti frontalieri è che al momentaneo vantaggio segua presto un brutto tonfo. D’altronde è la stessa “Economisuisse” che alcuni giorni fa avvertiva come il contraccolpo della crisi sull’export svizzero non si è ancora manifestato completamente.
Red.
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Vorrei dire a tutti quei topi di fogna che hanno architettato questa battaglia e anche al Sig. Bignasca quanto segue:
1)Gli abitanti del Ticino sono tutti o quasi, italiani trasferitisi in svizzera da alcune generazioni quindi a questi signori topi di fogna voglio dire c he non sono ne carne ne pesce.
quanto agli italiani che volete mandare via se aveste un minimo di spina dorsale andreste dai vostri governanti e fareste cambiare gli accordi e chiudere le frontiere, è nel vostro diritto farlo.
Cari topi di fogna vi faccio notare quanto segue in caso di disdetta degli accordi:
L’Europa non importerebbe piu beni e servizi dalla Svizzera (credo che l’80% delle relazioni commerciali li abbiate con l’Europa,(quindi gia non mangereste piu),l’Europa vi chiuderebbe lo spazio aereo e morireste soffocati e di fame peggio dei topi di fogna,l’Europa non permettetterebbe piu l’Export di denaro verso la Svizzera a nessun titolo anche perche non avevdo piu rapporti non potrebbero piu rientrare,quindi nessuno vi porterebbe piu soldi frutto di evasione fiscale ed altro.
Se volete posso andare avanti per dimostrarvi quanro siete senza spina dorsale e ingrati,sappiate che state prenbdendo 100 volte di piu di quello che restituite.
I topi di fogna prima di parlare facciano bene i conti e non continuino ad avere un braccio lungo per prendere e uno corto per dare.
Mi scusiono gli svizzeri seri per queste mie precisazioni.
visto che il sito http://www.balairatt.ch/ usa quest’articolo contro i
frontalieri, stranieri e altre categorie nemiche del “benessere svizzero” lascerò un commento qui.
Ora sorvoliamo sul fatto che rispetto alla lombardia, il ticino non è che una provincia buona per riciclare soldi e al massimo per andare in vacanza, a livello industriale non oserei paragonare la quantità di industrie in lombardia e ticino. se il ticino non avesse quel miliardi di euro di tasse evasi dall’italia, probabilmente sarebbe la regione più povera di tutte, visto che oltre il riciclaggio, che altre attività vengono svolte in ticino?
I frontalieri come tutti gli stranieri sono estremamente utili per la svizzera: provate a pensare un ETH senza professori stranieri, chiudete tutte le scuole perchè gli insegnanti sono frontalieri, cosa rimane in svizzera? beh l’ETH chiude. Il ticino si ferma (45000 lavoratori in meno vuole dire che chiude tutto per mancanza di lavoro). tutte le industrie (spin-off dell’ETH) di ultra alta tecnologia chiudono per lo stesso motivo. resterebbe un magnifico paese pieno di mucche e allevatori, senza università, scuole, poste…
Da tio.ch rilevo il seguente ragionamento:
“E’ ora di dire basta. Combattiamo gli abusi e domandiamoci perche’ in Ticino girano certi salari. Di chi è la colpa?”. E’ questo il messaggio lanciato da Saverio Lurati, segretario dell’Unia Ticino sul caso “bala i ratt”.
Lurati, una iniziativa del genere nasce da un clima che in Ticino è teso da tempo. Una tensione causata da una problematica, quella della disoccupazione, sentita da un numero sempre maggiore di ticinesi. Come spiegare ai ticinesi alla ricerca di un posto di lavoro, il continuo aumento di lavoratori frontalieri, tra l’altro in un periodo di crisi?
Non è facile spiegarlo ai lavoratori ticinesi. L’economia del cantone importa piu’ di 45.000 frontalieri ogni giorno. Cio’ vuol dire che il Ticino si sorregge, evidentemente, su un’economia che si basa sulla presenza di questi lavoratori. Lavoratori che se scomparissero, provocherebbero l’affossamento del Ticino. Compresi quindi, tutti coloro che in Ticino sono alla ricerca di un posto di lavoro”.
Introdurre un numero chiuso è impossibile?
“No, non è piu’ possibile. Siamo in mezzo all’Europa e il nostro Cantone e la Svizzera hanno stipulato accordi internazionali ai quali dobbiamo sottostare. L’UE è il maggiore importatore dei prodotti svizzeri. Pensare di chiuderci è impensabile”.
E allora il nocciolo della questione dove sta?
“Il problema non sono i frontalieri, ma quei padroni che, cercando di approfittarne degli squilibri sul mercato del lavoro, riescono a spuntare salari da dumping. I ticinesi dovrebbero capirlo. Così eviteremmo scontri inutili”.
Il Ticino non è l’unica zona di frontiera, eppure, se prendiamo le realtà franco-tedesca, per esempio, dove ogni giorno migliaia di francesi varcano il confine per andare a lavorare in Germania, il problema non è sentito…
Il divario salariale tra Germania e Francia non è cosi ampio rispetto alla nostra situazione e lassu’ vigono contratti collettivi piu diffusi. Il salario ticinese è molto piu’ alto rispetto all’Italia. Chi porta a casa 1.500 euro puliti in Italia, in Svizzera se li puo’ guadagnare molto piu’ facilmente, con qualsiasi lavoro. Inoltre non dimentichiamo che in Italia la disoccupazione giovanile conosce picchi molto piu’ alti rispetto ai nostri. Sono in molti quindi che, per sfuggire a situazioni contingenti molto difficili in Italia, cercano il lavoro da noi in Ticino, accettando, a volte, condizioni salariali e di lavoro che noi non potremmo mai accettare”.
E’ vero che in questa guerra tra poveri a risentirne sono le classi meno abbienti. E nonostante la sinistra cerchi di spiegare che la colpa non è dei frontalieri, i messaggi della destra sembrano piu’ incisivi e toccare nel vivo il sentimento di molti ticinesi che devono riuscire ad arrivare a fine mese con salari, talvolta, da fame…
“In tutte le situazioni di difficoltà economiche ci sono stati rigurgiti xenofobi e razzisti. I ticinesi sembra abbiano la memoria corta. Se la Francia avesse fatto una campagna simile nei nostri confronti quando eravamo noi ad emigrare, noi come avremmo reagito? L’immagine utilizzate sono molto simili a quelle del nazifascismo. E’ ora di dire basta. Combattiamo gli abusi e domandiamoci perche’ in Ticino girano certi salari. Di certo i frontalieri non arrivano dal cielo con il paracadute, ma c’è qualcuno che li chiama. Di chi è la colpa?”
Siamo all’assurdo..che un paese dedito al riciclaggio di denaro a vario titolo (sorvolo sulla provenineza di tale denaro perchè solo al pensiero mi viene il vomito) possa pensare di venire a fare certi discorsi mi pare assurdo…veramente uno scandalo…Italia,Francia e Germania hanno sopportato anche troppo…è ora di dare un giro di vite a questi signori, cominciando magari a tagliare alcuni accordi…chessò visto che raffiniamo la benzina anche per la Svizzera qui in Italia, smettiamo di mandargliela…torneranno a girare con i carri tirati dai buoi…sai che risate