“Benvenuta impresa”: a Chiasso è sold out

ll comune di Chiasso in Svizzera, ha dovuto chiudere anzitempo le iscrizioni per “Benvenuta impresa” una manifestazione creata con l’intento di attirare nuove attività nella città di confine. In testa, le imprese italiane, ansiose di lasciare il Belpaese e stabilirsi in Svizzera.

In meno di una settimana, gli organizzatori di “Benvenuta impresa” prevista per il 26 settembre prossimo, sono stati letteralmente travolti da un fiume d’iscrizioni da parte di imprese italiane decise a lasciare il Belpaese e stabilirsi in Svizzera. Citato dai media italiani, il sindaco della cittadina di confine ha ammesso che in pochissime ore si sono annunciate ben 178 aziende, 28 in più del previsto, per un totale di 300 persone. Una situazione insostenibile per gli organizzatori che hanno decretato lo stop alle adesioni.

Un successo insperato ma che la dice lunga sulla situazione italiana. Non solo i ricercatori, i docenti, i professionisti se non vogliono andare, è tutto un settore produttivo, fatto soprattutto di piccole e medie aziende, che sogna la “Svizzera”: l’unica speranza per potere ricominciare a lavorare. Mentre la politica, da mesi, si occupa di come uscire dall’“impasse Berlusconi”, chi produce ricchezza e crea posti di lavori, sta cercando di salvarsi oltre confine.

Intanto, gli ultimi dati Istat confermano l’aumento esponenziale della disoccupazione giovanile. Le persone fra i 20 e i 34 anni o emigrano e rimangono disoccupate. Una prospettiva agghiacciante per un paese che non cresce più, anzi implode, con trend peggiore di quello spagnolo.

MB