Voluntary disclosure: necessari maggiori chiarimenti per i frontalieri

A due mesi dalla scadenza del termine per la voluntary disclosure le adesioni al provvedimento che permette la legalizzazione dei capitali non dichiarati ha raccolto solo il 10% delle adesioni previste. Le circolari pubblicate finora lasciano ancora molti punti di domanda soprattutto per quel che riguarda la situazione dei frontalieri. Una proroga è sempre più probabile.

Le associazioni di categoria spingono affinché la scadenza del termine per l’adesione al provvedimento venga portata al 31. 12. 2015, con una finestra allungata fino al 30.6.2016 che però comporterebbe delle penalità. Difficoltà e incertezze, dovute anche alla difficoltà davanti a certe situazioni particolari, rischiano di far fallire il provvedimento.

In molti casi si riscontrano difficoltà nel preparare la documentazione necessaria. Innanzitutto non è sempre evidente ricevere dalle banche la documentazione richiesta in termini accettabili. I documenti vanno poi esaminati e verificati. Un lavoro che esige una tempistica che ormai non risponde già più a quella necessaria per affrontare le pratiche non ancora segnalate, che potrebbero arrivare in massa all’ultimo momento.

C’è anche da dire che i commercialisti disposti a metter mano alla voluntary disclosure non sono poi molti, sia per la complessità dei problemi da affrontare, sia per la scarsa propensione a doversi prendere la responsabilità di portare a termine correttamente la procedura, con il rischio di pregiudicare i rapporti con il cliente.

Una proroga è quindi più che auspicabile, oltre che la pubblicazione di ulteriori chiarimenti, soprattutto in merito alla situazione particolare dei frontalieri, che potrebbero venir presentati da una terza circolare, dopo la n. 10/E del 13.03.2015 e n. 27/E del 16 luglio scorso.

Red.