Viggiù: i frontalieri si organizzano

Viggiù (foto L. Holländer)

Di fronte alle molte novità che investono la realtà di chi vive in Italia e lavora in Svizzera ci sono due possibilità: sopportare passivamente quello che succede o prendere l’iniziativa insieme. A Viggiù è stata scelta la seconda strada. Su iniziativa dell’amministrazione comunale, per informarsi i frontalieri di Viggiù potranno ora far capo a uno sportello creato appositamente per loro, accessibile anche online all’indirizzo sportello.viggiu@ilfrontaliere.it

L’iniziativa è stata presentata nella sala consiliare affollata di frontalieri dal sindaco Antonio Banfi, coadiuvato dalla Commissione frontalieri presieduta da Eros Sebastiani. Con circa 900 abitanti che lavorano in Svizzera, Viggiù è investita in prima persona dalle decisioni, buone o cattive che siano, riguardanti i frontalieri. I temi che di questi tempi inquietano i frontalieri sono molti: dal cambiamento delle modalità di imposizione fiscale ai provvedimenti presi dal Canton Ticino per limitare i posteggi, dai problemi previdenziali alle conseguenze della svalutazione dell’euro.

Per far fronte agli interrogativi di questa importante fetta di popolazione, l’amministrazione comunale di Viggiù ha preso diverse iniziative. Prima fra tutte la creazione di uno sportello destinato a rispondere alle richieste dei frontalieri. Inoltre, con la distribuzione di un questionario a cui i frontalieri sono invitati a rispondere, l’amministrazione comunale intende creare una banca dati con gli indirizzi e le necessità di spostamento dei frontalieri, in modo da poter aver le basi per rispondere meglio ai loro problemi.

Al momento, almeno per quel che riguarda la situazione fiscale, i cambiamenti sono solo preannunciati. Ci vorranno ancora forse due anni prima che le novità si concretizzino. È meglio comunque prepararsi, prendendo i provvedimenti appropriati. E proprio in questo i consigli dello sportello frontalieri potranno essere molto preziosi.

Di grande attualità invece le conseguenze dell’abbandono della soglia minima di Fr. 1,20 per il cambio franco – euro. Da una parte i frontalieri ora approfittano di un insperato aumento di salario in euro. Dall’altra non possono naturalmente evitare di preoccuparsi per le conseguenze che la rivalutazione del franco potrebbe avere sulla situazione occupazionale in Ticino. Non è difficile immaginare che sarebbero loro i primi a fare le spese di una ondata di licenziamenti.

Un’altro problema che si è già manifestato è dato dai tentativi dei datori di lavoro di far fronte alla situazione proponendo riduzioni di salario, o il pagamento del salario in euro. Spesso queste proposte sono al limite della legalità, e pongono il frontaliere di fronte al dilemma se perdere il posto di lavoro o diventare complice di operazioni poco legali da parte dei datori di lavori svizzeri. Lo sportello frontalieri di Viggiù potrebbe rivelarsi utile anche per far fronte a queste queste situazioni.

Red.