Ultima chance per legalizzare i fondi in nero

L'aula del Senato (foto senato.it)

È stato approvato dal Senato italiano la legge per il rientro dei capitali dall’estero. Il nuovo “scudo fiscale” permetterà a chi detiene depositi non dichiarati all’esteri di legalizzarli. Non ci saranno però sconti fiscali: i capitali verranno assoggettati a tassazione integrale. Si eviteranno però le conseguenze penali.

Per aderire alla nuova voluntary disclosure c’è tempo fino al 30 settembre dell’anno prossimo per violazioni commesse prima del 31 dicembre 2013. Si eviterà così di dover rispondere a reati fiscali e anche del nuovo reato di autoriciclaggio. Chi rimpatrierà i fondi neri depositato all’estero dovrà però svelare la propria identità ed esibire i documenti utili a ricostruire la storia, e i rendimenti, dell’investimento. Chi non lo farà, rischierà fino a sei anni di carcere per un nuovo reato specifico.

Per chi ha i propri soldi nascosti in Svizzera si tratta probabilmente dell’ultima chance per far rientrare i capitali. La Svizzera infatti si prepara ad aderire alle procedure di scambio automatico di informazioni. Al più tardi dal 2018 il segreto bancario non sarà più garantito, e i dati riguardanti i fondi neri potrebbero venir comunicati anche alle autorità fiscali italiane.

Il governo italiano spera con questo provvedimento di far rientrare in Italia gran parte dei 200 miliiardi che si stima siano ancora depositati in Svizzera. Il gettito del nuovo scudo fiscale potrebbe raggiungere i 20 miliardi.

Red.