Ue: la libera circolazione non si tocca

Sede dell' UE a Bruxelles (cc Eoghan OLionnain)

Le limitazioni alla libera circolazione previste dall’iniziativa contro l’immigrazione di massa mettono in pericolo tutti gli accordi bilaterali conclusi fra la Svizzera e l’Unione europea: è questo in sintesi il messaggio contenuto nella relazione del consiglio dei ministri dell’Unione europea sui rapporti con gli Stati europei non membri dell’Unione.

La libera circolazione delle persone è un principio non negoziabile, si afferma nel rapporto approvato ieri all’unanimità dai 28 ministri dell’Ue. La rinuncia a questo principio pregiudica l’intero pacchetto degli accordi bilaterali che permettono alla Svizzera di accedere al mercato europeo.

Il no dell’Europa a una ridiscussione della libera circolazione, preannunciato in luglio dall’allora ministra degli esteri dell’Ue Catherine Ashton, viene quindi ribadito dal plenum dei ministri degli Stati membri. Con questa presa di posizione l’Unione europea irrigidisce la propria posizione. Nella lettera della Ashton del luglio scorso si accennava ancora alla disponibilità dell’Unione europea d trovare un modo di applicare l’iniziativa sull’immigrazione di massa compatibilmente agli accordi sulla libera circolazione. Di questa possibilità, nel rapporto approvato ieri, non c’è più traccia.

I ministri dell’Ue sottolineano la necessità di definire nuove modalità per continuare a percorrere la via bilaterale. Nuovi progressi nella via bilaterale, si dice nel rapporto, saranno possibili solo se verranno fissate delle delle regole per la ripresa nell’ordinamento svizzero dell’evoluzione del diritto europeo, come pure per la risoluzione di eventuali conflitti.

Red.