Tassazione frontalieri: l’ambasciatore svizzero convocato alla Farnesina

La sede del Ministero degli esteri italiano (foto Wikipedia)

Il Ministero degli esteri italiano ha formalmente comunicato all’ambasciatore svizzero a Roma l’insoddisfazione del governo italiano per l’aumento dell’aliquota per il calcolo dell’imposta alla fonte dei frontalieri.

Il Segretario generale della Farnesina, Michele Valensise, ha convocato oggi l’ambasciatore della Confederazione svizzera Giancarlo Kessler per esprimergli la viva preoccupazione italiana per le misure introdotte dalle autorità cantonali ticinesi a carico dei lavoratori frontalieri italiani.

La misura, con cui il moltiplicatore era stato portato al 100% era stata approvata dal parlamento ticinese nel 2014. Secondo il governo italiano questo provvedimento è discriminatorio nei confronti dei frontalieri e viola l’accordo europeo sulla libera circolazione delle persone del 1999.

In Ticino i Comuni definiscono l’ammontare dell’imposta sul reddito in base al proprio fabbisogno finanziario. Il moltiplicatore è la percentuale dell’imposta di base calcolata dal Cantone, e varia da Comune a Comune. Per calcolare l’imposta alla fonte finora ci si basava sul moltiplicatore medio. Dal primo gennaio per l’imposta alla fonte si prende in consederazione il moltiplicatore massimo del 100%.

Il Segretario Generale ha chiesto un sollecito, rinnovato impegno delle autorità di Berna per porre termine a una situazione che suscita profonda insoddisfazione in Italia. L’Ambasciatore Kessler ha confermato che le autorità federali svizzere considerano tali misure incompatibili con gli obblighi derivanti dall’accordo e ha assicurato che avrebbe tempestivamente informato le sue autorità sul crescente rilievo della questione per l’Italia e sulle aspettative di una sua rapida soluzione.

Red.