Svizzera: semi di canapa sequestrati in dogana

Cannabis (foto Wikipedia)

Nel traffico postale internazionale la dogana svizzera ha constatato un aumento delle importazioni di semi di canapa. Si tratta di semi dai quali germogliano piante con una concentrazione di THC molto elevata. Poiché soggiacciono alla legge sugli stupefacenti (LStup), tali semi sono stati inviati alle competenti autorità cantonali per ulteriori indagini.

Nei primi mesi del 2015, la dogana svizzera ha constatato un considerevole aumento delle importazioni di semi di canapa nel traffico postale internazionale. Tra gennaio e aprile, in 2874 invii sono stati scoperti circa 50 000 semi. In media, con una tale quantità di semi sarebbe possibile produrre circa due tonnellate di marijuana essiccata con una concentrazione di THC molto elevata. Ciò corrisponde a un valore di mercato tra i 14 e i 24 milioni di franchi.

La maggior parte dei semi di canapa sequestrati è arrivata in Svizzera in seguito ad acquisti su siti online. Con questi semi è possibile ottenere piante con una concentrazione di THC fino a 25 volte superiore rispetto all’1 per cento ammesso dalla legge. Simili piante soggiacciono pertanto alla LStup. Inoltre, una concentrazione di THC così elevata rende molto pericolosi gli stupefacenti prodotti.

Le autorità cantonali indagano

Gli invii sono stati trasmessi alle competenti autorità dei Cantoni destinatari che hanno condotto le successive indagini. Dai primi riscontri di diversi Cantoni è emerso che grazie a tali sequestri è già stato possibile smantellare alcune piantagioni indoor di canapa gestite a livello professionale.

L’importante aumento dei sequestri è da ricondurre soprattutto a un’analisi dei rischi globale e alle relative priorità fissate durante i controlli. La situazione continuerà a essere tenuta sotto stretto controllo. La dogana svizzera controlla il traffico internazionale di lettere e pacchi nei centri postali, dove i collaboratori del servizio civile e del Corpo delle guardie di confine effettuano i controlli in modo analogo a quelli nel traffico stradale, ferroviario o aereo, impiegando anche cani antidroga e mezzi tecnici ausiliari. Oltre agli stupefacenti, negli invii postali la dogana scopre, tra l’altro, armi, medicamenti e articoli di marca contraffatti nonché prodotti derivanti da animali protetti.

Red./Comunicato