Soldi spariti dai depositi bancari svizzeri

Lugano (foto L. Holländer)

Sembra che in un conto svizzero i soldi siano al sicuro solo fino a quando non li si voglia prelevare. A quel momento può capitare di scoprire che il gruzzolo depositato in nero si è inspiegabilmente assottigliato. Lo rivela l’avvocato luganese Paolo Bernasconi, specialista di diritto bancario, in una intervista rilasciata al domenicale Il Caffé.

I gestori patrimoniali della piazza luganese si rivelano insomma meno affidabili di quanto vorrebbero far credere. Le perdite lamentate da molto evasori italiani sono dovute a investimenti arrischiati di cui l’intestatario del conto non sapeva nulla, oppure a vere e proprie sottrazioni. “Vengono alla luce ammanchi dovute a vere e proprie sottrazioni, oppure frutto di investimenti arrischiati, per cui si preleva da un conto per cercare di tappare il buco in qualche altro conto, ma alla fine la catena si spezza”, afferma Paolo Bernasconi.

Qualche problema lo incontrano anche quegli evasori che hanno pensato bene di spostare i loro capitali in “paradisi fiscali” ritenuti più sicuri dell’orami inaffidabile svizzera. Sempre secondo l’avvocato luganese, risulta che parecchi clienti che avevano trasferito i loro patrimoni per esempio nell’emirato di Dubai, magari con l’aiuto di consulenti ticinesi, si trovano oggi confrontati a truffe e appropriazioni indebite.

Tempi duri insomma per i detentori di fondi neri. La sanatoria proposta con la “volontary disclosure” giunge forse appena in tempo per offrire un’ancora di salvezza a chi vuole mettersi in regola in un mondo sempre meno disposto a tollerare l’evasione fiscale.

Red.