Ristorni in cambio dell’accordo fiscale

Eveline Widmer-Schlumpf (foto FB)

È questo l’ultimatum lanciato dalla ministra delle finanze svizzera Eveline Widmer-Schlumpf al collega italiano Pier Carlo Padoan, durante uno scambio di opinioni avvenuto ai margini dei lavori del Fondo monetario internazionale a Washington. Lo ha reso noto la stessa ministra intervistata dalla Radiotelevisione della Svizzera italiana.

“Ho detto a Padoan che la mia pazienza ha un limite, gli ho ricordato il numero dei ministri delle finanze italiani con i quali ho parlato, con i quali ogni volta ho dovuto ricominciare da capo rispondendo ogni volta alle stesse domande; gli ho detto che questa è l’ultima volta e che bisogna trovare una soluzione”. Eveline Widmer-Schlumpf non ha usato mezzi termini nell’affrontare il ministro dell’economia italiano.

L’accordo sulla tassazione dei frontalieri, che prevede anche il riversamento all’Italia di una parte delle imposte prelevate in Svizzera ai frontalieri – attualmente si tratta di circa 50 milioni di euro – risale al 1974 ed è uno degli accordi fiscali che andrebbe aggiornato. Molto importante per la Svizzera è anche una regolarizzazione dei fondi neri depositati in Svizzera dagli evasori fiscali italiani, e la cancellazione della Svizzera dalla lista nera italiana dei paradisi fiscali.

Le trattative sulla fiscalità con l’Italia sono in corso da tre anni, e sono state continuamente state interrotte dai cambiamenti di governo avvenuti a Roma. Ultimamente i negoziatori svizzeri hanno avuto l’impressione che da parte italiana fosse messa in atto una tattica dilatoria. L’annuncio che la Svizzera ha intenzione di adottare gli standard OCDE sullo scambio delle informazioni fiscali ha infatti ristretto il margine negoziale svizzero. Nelle mani di Berna rimane la carta dei ristorni, ora messa energicamente sul tavolo dalla ministra delle finanze elvetica.

Red.