Riforma delle Province: la Regio Insubrica perde pezzi?

L’obiettivo finale della riforma Delrio prevede l’abolizione delle Province, comprese quindi le dodici Province della Lombardia che compongono la maggioranza della Regio Insubrica, con Varese, Como e Lecco. Della prospettiva ne ha preso atto la giunta lombarda, guidata da Roberto Maroni nell’ultima assemblea ha deciso di ridefinire la geografia locale in “nuove aggregazioni di aree omogenee”. E quindi una Lombardia divisa in tre fasce: montana, area metropolitana e pianura. Finché si agisce sulla carta di problemi non se ne pongono. E’ certo invece che quando si agirà sui confini, più di uno potrebbe storcere il naso. Esempio: dove andrebbe a collocarsi la provincia di Varese? Il Varesotto infatti è composto da un’area montana situato a nord del capoluogo, mentre nella zona di Busto Arsizio e del Saronnese si è in piena area metropolitana milanese. Dalla nascita della Provincia di Varese (1927) si potrebbe passare allo spezzatino.

Maroni, abbozzando alcuni esempi, ha parlato di Sondrio e parte di Lecco, Bergamo, Brescia e Como da inserire nella zona di montagna. E’ in questa che potrebbe rientrare il Varesotto o almeno i suoi territori con le vette. Oppure si finirà nell’area metropolitana? E’ una valutazione che verrà approfondita, ha aggiunto il presidente riferendosi ai singoli casi. Ma lo stesso discorso vale per Lecco e Como. Di conseguenza cambierà anche la geografia e il peso della Regio Insubrica che, almeno da parte italiana, potrebbe perdere alcuni territori “pesanti”. Per arrivare alla soluzione delle aree omogenee, “metteremo mano ad una riforma complessiva del sistema delle autonomie” ha specificato ancora il governatore, annunciando quindi delle modifiche a quella – legge regionale di riforma – approvata dalla sua giunta a fine novembre. I cambiamenti verranno quindi portati in Consiglio regionale per il via libera.

Nel frattempo, la situazione della Province appare grigia, molto grigia: “Quasi tutte non riusciranno a chiudere i bilanci entro aprile a causa dei tagli del governo”. Su questo e soprattutto sul problema del personale, Maroni ha avuto un incontro con il presidente dell’Unione delle Province Lombarde, Daniele Bosone e il segretario regionale del Pd, il varesino Alessandro Alfieri. “Mi è stata avanzata la richiesta di intervenire come Regione per attenuare il danno provocato dalla legge Delrio sulle Province”. “Il governo Renzi – ha dichiarato Maroni – ha deciso di mettere in mobilità metà dei dipendenti delle Province. Abbiamo evitato la norma che imponeva di assumerli ma il problema c’è”. E sempre sui dipendenti: “Abbiamo convocato per la prossima settimana l’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge Delrio per venire incontro alle criticità, che sono state evidenziate ieri dal presidente dell’Unione Province Lombarde, e trovare una soluzione per i lavoratori in mobilità”

Nicola Antonello