Mario Tuor, portavoce del Dipartimento federale delle finanze

Mario Tuor (immagine SF)

L’accordo fiscale fra Svizzera e Italia la cui firma è prevista entro marzo lascia ancora aperte parecchie questioni che verranno meglio definite entro l’estate, sulla base di una “roadmap”  che verrà pubblicata contestualmente all’accordo. Fra i temi la cui soluzione non è ancora completamente definita c’è la tassazione dei frontalieri. Abbiamo cercato di ottenere alcune anticipazioni dal portavoce del Dipartimento federale delle finanze Mario Tuor.

Attualmente dal punto di vista fiscale si distingue la situazione dei frontalieri provenienti dalla zona di confine, che si estende fino a 20 km dal confine svizzero – i cosiddetti frontalieri fiscali -, e quelli residenti al fuori di questa zona. Rimarrà in vigore questa distinzione?

La zona di frontiera (20 Km) fa parte della prassi costante con la quale viene definito il concetto di lavoratore frontaliere ai fini fiscali. La nuova soluzione in materia d’imposizione dei lavoratori frontalieri conterrà una definizione formale che riprende la prassi applicata sotto l’Accordo frontalieri del 1974.

Da quanto è stato reso noto, il reddito dei frontalieri fiscali sarà assoggettato a una imposizione limitata in Svizzera, e all’imposizione ordinaria in Italia. Alla Svizzera spetterebbe al massimo il 70% dell’imposta alla fonte normalmente prelevabile. Come si delineano le modalità di imposizione da parte italiana?

La nuova soluzione lascia libera potestà impositiva all’Italia in qualità di Stato di residenza del lavoratore frontaliere. L’imposizione avverrà secondo le regole del diritto tributario italiano; tuttavia, emerge dalle discussioni che l’Italia non ha l’intenzione d’imporre da subito ordinariamente (appieno) i frontalieri, è dunque verosimile che una base legale speciale venga creata per prevedere una fase transitoria che porterà ad un’imposizione equivalente agli altri residenti italiani.

La Svizzera continuerà a ristornare una parte del gettito fiscale all’Italia?

No, la compensazione a favore dei comuni di frontiera verrà effettuata in futuro direttamente da parte dell’autorità fiscale italiana.

Per quando ci si aspetta il raggiungimento di un accordo definitivo sulla tassazione dei frontalieri, e quando entreranno in vigore le nuove modalità.

La nuova imposizione dei frontalieri sarà oggetto di un accordo, che dovrà essere negoziato nella prima metà del 2015. Entrambi gli Stati si sono impegnati ad avviare rapidamente i negoziati. Visti i tempi di ratifica rispettivi, è probabile che il nuovo accordo sia applicabile al più presto nell’anno fiscale 2017, forse 2018.

Michele Andreoli