Malpensa: droga nella chitarra elettriche e nel personal computer

Una complessa operazione di indagine e di sorveglianza, denominata “Hispanica Maria”, ha permesso alle Fiamme Gialle di Malpensa in servizio allo scalo della Malpensa, di sequestrate oltre 28 chilogrammi di marijuana, 6 chilogrammi di hashish, 3 chilogrammi di cannabinoidi sintetici, quest’ultime pericolosissime sostanze stupefacenti prodotte in laboratorio e commercializzate su un mercato non ancora conscio del rischio legato alla loro assunzione.

La droga, occultata all’interno di ogni sorta di oggetti, proveniva dalla Spagna, e veniva contrabbandata attraverso spedizioni postali, in transito nei magazzini di temporanea custodia della Cargo City varesina.

In molti casi, al fine di individuare i destinatari della merce e, quindi, i potenziali spacciatori o soggetti inseriti nell’ambito dell’organizzazione criminale, non ci si è limitati al solo sequestro della sostanza, ma si è proceduto ad effettuare quella particolare attività nota come “consegna controllata”: i pacchi postali, sono stati recapitati “personalmente” dai finanzieri di Malpensa ai destinatari delle sostanze stupefacenti.

Tra le sostanze sequestrate vanno citate anche eroina, cocaina, metamfetamine e medicinali somministrabili solo dietro rigoroso controllo medico ed inseriti a tutti gli effetti tra le sostanze stupefacenti. Sequestrate anche una decina di piante di marijuana ed apparecchiature utilizzate per la coltivazione della cannabis in casa, oltre a migliaia di semi di canapa indiana.

L’esperienza maturata nel corso degli anni ha consentito di acquisire un ampio bagaglio di conoscenze nel campo dei sistemi di occultamento adottati da quanti tentano di bypassare le strette procedure di controllo.

L’operazione ha evidenziato sistemi sempre più particolari: sostanza occultata all’interno di chitarre elettriche perfettamente funzionanti, di cases di personal computer ancora collegabili alla rete elettrica, di confezioni di prodotti alimentari che avrebbero ingannato l’occhio meno esperto, di confezioni di caffè il cui aroma avrebbe dovuto ingannare le unità cinofile che spesso hanno supportato i loro “colleghi” in divisa, di libri al cui interno è stato ricavato il “giusto spazio” per nascondere l’”erba” spagnola. Tutto ciò, in ogni caso, non ha permesso di eludere l’esperienza ed il “fiuto” di questi professionisti dell’antidroga.

L’operazione è stata condotta attraverso in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane di Malpensa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

Il contesto delineato ha comportato che alcuni dei destinatari delle oltre 100 spedizioni (per un valore sul mercato di migliaia di euro) hanno, in ragione del loro maggiore profilo criminale, dovuto affrontare processi per direttissima con conseguenti significative condanne inflitte, aperture di procedimenti penali a loro carico e, in 18 circostanze, l’arresto per la violazione dell’articolo 73 del testo normativo di riferimento dell’attività antidroga. Altri 10 soggetti hanno per il momento evitato il carcere, con la denuncia a piede libero a loro carico.

I numeri a contorno della descrizione dell’operazione appena conclusasi danno il senso dell’importanza dell’attività svolta da tutti gli attori istituzionali impegnati nel particolare settore a tutela della sicurezza nell’ambito di una delle principali porte d’ingresso in Italia.