Ligornetto chiude alle auto dei frontalieri. Sarà caos?

La mappa coi divieti

Ligornetto chiude e si prospetta un lunedì e un anno da incubo per i frontalieri. Dal 26 ottobre e per dodici mesi, scatterà infatti la chiusura del centro storico del borgo situato al confine con l’Italia. Dalle ore 5 alle 8 e dalle 16.30 alle 19.30, da lunedì a venerdì, non si potrà transitare da una delle scorciatoie preferite dai lavoratori varesini pendolari col Canton Ticino. Sostanzialmente verrà bloccato al traffico il passaggio a valle del valico di Clivio Bellavista e migliaia di automobilisti che ogni giorno passavano da lì avranno davanti tre soluzioni. Uno: passare da Stabio, anche attraverso il valico di Clivio San Pietro. Due: scegliere Gaggiolo. In entrambi i casi, quasi certamente, l’effetto imbuto causato dal blocco di Ligornetto causerà un notevole aumento dei tempi di percorrenza in orari in cui il traffico è già fortemente congestionato. Terza soluzione: allungare la strada di chilometri e transitare da Saltrio-Arzo.

Ad ogni modo dopo un referendum, ricorsi e contro ricorsi sul provvedimento che salva il centro di Ligornetto dalle auto italiane, ora si è arrivati al dunque. E a farne le spese sono i lavoratori varesini. “Tramite Bellavista – dice il sindaco di Clivio Ida Petrillo – si tagliava tutto Stabio e la coda. Ora non più. Si finirà incolonnati al semaforo e agli stop e temo che sarà il caos. Ad ogni modo lunedì metteremo in campo tutte le nostre forze di Polizia locale e del Comune per affrontare la situazione. Vediamo che succede. Anche i frontalieri sono stati avvisati: da qualche parte dovranno passare e, forse, decideranno di allungare da Saltrio piuttosto che rimanere bloccati”. La decisione d’oltreconfine ha tenuto banco per anni tanto che l’europarlamentare varesina Lara Comi aveva presentato un’interrogazione alla Commissione e al Consiglio europeo ipotizzando la violazione del diritto al lavoro e del Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Niente da fare: Ligornetto (che oggi è passato sotto il Comune di Mendrisio) ha tirato dritto per la sua strada, chiudendo la scorciatoia dei frontalieri: “Loro – aggiunge sconsolata Petrillo – preservano il centro storico da cui passano circa 5mila auto al giorno. D’altro canto noi non possiamo farlo, altrimenti da dove passano i nostri lavoratori? Vediamo cosa succede. Se si creano problemi enormi, dovrò ricontattare l’amministrazione elvetica e capire come organizzarsi. Sappiamo che anche la Polizia di Stabio si è organizzata da lunedì in avanti. E anche loro verificano cosa succederà”. Già perché sullo sfondo resta il quesito: e se anche Stabio decidesse di chiudere il centro? Tutti dovranno passare da Saltrio o riversarsi su Gaggiolo. E per quest’ultima si rischierebbe il collasso.

Nicola Antonello