Judit Aszalos espone a Bioggio

Appuntamento con le opere della pittrice ungherese Judit Aszalos nella Casa comunale di Bioggio. La vernice della mostra dedicata all’artista che risiede in Svizzera dal 1983 è per venerdì 15 aprile alle ore 18.30. Proponiamo un commento al lavoro di Judit Aszalos del regista e scrittore italiano Maurizio Fantoni Minnella.

L’incontro con l’opera pittorica di Judit Aszalos pone lo sguardo di fronte ad una tabula rasa di ogni residuo o illusione figurativa, dal momento che l’oggetto immaginato viene intenzionalmente smarrito, pur con qualche rara eccezione come nel quadro intitolato ad una figura stilizzata, infantile d’animale, L’oiseau, appunto, in uno spazio che è puro colore, a suo tempo teorizzato nello storico manifesto del Blaue Raiter (Cavaliere azzurro, 1913) di Franz Marc e Vasilij Kandinsky, in una raggiunta purezza informale che per l’artista ungherese di Transilvania è innanzitutto libertà dell’anima di rimuovere il vissuto e il già visto in una tessitura solo apparentemente statica, in realtà, ricca di increspature, sussulti, trasalimenti, talora anche di gesti improvvisi come il riemergere di figure (le ballerine del quadro omonimo), o come in Risveglio della terra (ma non è casuale il riferimento al dramma espressionista di Franz Wedekind!…), dove l’uso del colore si carica di valenze caotiche, minacciose, telluriche, come in una sorta di nuovo inizio del mondo.

Ma la calma che avvolge le figure dell’anima di Judit divenute colore o smarrite in tutte le sue variazioni, è la sua stessa calma, la segreta armonia che può crearsi solo dopo un dolore. Così come crediamo vere le cose che, sottratte ai solidi principi della realtà fisica, trovano una nuova metamorfosi che chiamiamo lontananza, memoria o più semplicemente creature che l’anima ha raccolto e custodito, proprio come la bambina, (alter ego di Judit?), che in un’opera recente, riemerge dalla primitiva purezza del colore, trascinando con sé le nuvole che sono i suoi capelli.

Maurizio Fantoni Minnella