In dogana con documenti falsi e strumenti da scasso: arrestate due donne

La Finanza in azione durante l'operazione al valico di Clivio Bellavista

Da sempre i valichi minori con l’Italia sono considerati dalle autorità elvetiche come i passaggi privilegiati dai malviventi che vuole intraprendere la “carriera” di frontaliere del furto. Vale a dire: entrare in Canton Ticino, compiere un colpo e tornare in Italia, volatilizzandosi. Non è detto cosa abbiano combinato in territorio svizzero ma nei giorni scorsi, nel corso dell’attività di vigilanza doganale, la Guardia di Finanza di Gaggiolo ha fermato un’autovettura da noleggio con conducente, con a bordo due donne straniere, che tentava di transitare dal valico minore di Clivio Bellavista.

I crescenti segni di nervosismo delle due donne, il possesso di valuta, e delle visibili anomalie sui documenti d’identità esibiti, hanno generato immediatamente dei sospetti tant’è che dopo un controllo accurato sono emerse delle irregolarità: soprattutto dei documenti che recavano nomi italiani mentre l’accento e i tratti somatici, mostravano l’appartenenza delle due donne a un’etnia riconducibile alla penisola balcanica. A quel punto le due donne sono state condotte in caserma e dalle banche dati in uso ai militari è emerso che i documenti esibiti erano falsi. Inoltre le donne controllate, rivelatesi essere di etnia rom, risultavano vantare numerosi precedenti penali e di polizia, molti dei quali per i reati di furto e ricettazione. Inoltre, durante la perquisizione, sono stati rinvenuti, occultati nelle valige a bordo dell’autovettura, grimaldelli e oggetti atti allo scasso, valuta in contanti pari a oltre 3.000 euro e ulteriori due documenti d’identità (patente di guida, una italiana e l’altra croata) falsi. A quel punto la merce e la valuta venivano sottoposte a sequestro probatorio. Mentre le due donne sono state tratte in arresto e accompagnate presso il carcere femminile di San Vittore di Milano, in attesa del processo.

L’assidua e costanze azione delle Fiamme Gialle nella vigilanza dei confini terrestri e repressione dei traffici illeciti, continua a fornire risultati incoraggianti: solo due mesi fa, infatti, i finanzieri di Gaggiolo avevano fermato altre tre donne di etnia rom dedite a furti, una delle quali era stata tratta in arresto per una pena detentiva da scontare, pari a 15 anni.

Nicola Antonello