Il Ticino verserà i ristorni

Palazzo del Governo, Bellinzona (foto cc Aliman5040)

Il governo ticinese procederà regolarmente al versamento all’Italia dei ristorni relativi all’imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri. I due ministri della Lega dei Ticinesi avrebbero preferito rimandare il versamento, per esercitare pressione in merito a praticamente tutti i problemi irrisolti fra Italia e Svizzera. Ma ha prevalso la ragionevolezza, anche per non pregiudicare la fase finale del negoziato fiscale sullo scambio automatico di informazioni, sulla doppia imposizione e sulla tassazione dei frontalieri.

Il Consiglio di Stato ha deciso a maggioranza di effettuare anche quest’anno il versamento dei ristorni relativi all’imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri. Nonostante premesse oggettivamente difficili nei rapporti con la vicina Italia e disaccordi sulla gestione di taluni dossier di primaria importanza per il Cantone da parte della Confederazione, il Consiglio di Stato ha dato prova di ragionevolezza e pragmatismo. In una lettera al Consiglio federale, il Governo cantonale formula l’auspicio che questa decisione possa facilitare l’adozione di precisi provvedimenti a favore del Cantone, che tengano conto della particolare situazione a sud delle Alpi.

Il Consiglio di Stato ha dato disposizione al servizio competente dell’Amministrazione cantonale di procedere entro il termine di scadenza previsto dall’Accordo italo svizzero del 3 ottobre 1974 al versamento alla parte italiana dell’importo concernente la quota d’imposta alla fonte sul reddito 2014 dei lavoratori frontalieri.

Il Governo ticinese reputa che questa decisione non può essere vista e letta come fine a se stessa. Ha pertanto scritto di comune accordo al Consiglio federale, evidenziando diverse criticità nei rapporti con la vicina Italia, segnatamente in ambito del traffico transfrontaliero. Per trasparenza ha soggiunto che la discussione sul tema del blocco dei ristorni include anche delle riflessioni critiche nei confronti della Confederazione concernenti la gestione di taluni dossier di primaria importanza per il nostro Cantone.

Su questo sfondo, il Consiglio di Stato ha auspicato di poter incontrare a breve il Consiglio federale affinché possa esporre e illustrare le ragioni le preoccupazioni del Governo ticinese, gli auspici di scelte e decisioni da parte federale volte ad un concreto miglioramento di parte delle problematiche cantonali e, nel contempo, al consolidamento dello spirito confederale.

Red./Comunicato