I frontalieri contrari all’accordo italo-svizzero

Le novità previste dall’accordo fra Italia e Svizzera non piacciono ai frontalieri, che hanno manifestato la loro preoccupazione durante l’incontro organizzato da gruppo Facebook „Frontalieri Ticino“ sabato a Ponte Tresa. Più di 500 frontalieri sono accorsi al Bennet di Ponte Tresa per far sentire la loro voce.

La preoccupazione principale riguarda il cambiamento delle modalità di tassazione. Gli accordo prevedono infatti uno splitting del prelievo fiscale: in parte anche il fisco italiano procederà alla tassazione del reddito realizzato in Svizzera. Finisce insomma l’esenzione dal dichiarare il reddito svizzero in Italia, e molte preoccupazioni, evidentemente, sull’aliquota che chiederà l’Italia. Ma non ci sono ancora valutazioni concrete sul prelievo che verrà effettuato, ed evidentemente i politici presenti hanno promesso di fare il possibile per evitare un peggioramento della situazione.

Altro tema sollevato quello della partecipazione ai costi della sanità. Gli accordi europei sottoscritti anche dalla Svizzera prevedono infatti che la copertura per le spese sanitarie debba essere assicurata nel paese in cui si lavora. I frontalieri possono però chiedere di venir esentati dall’assicurarsi in Svizzera. In diverse situazioni, sopratutto nella provincia di Varese, il sistema sanitario italiano ha ritenuto che in questo caso i frontalieri vadano considerati come lavoratori esteri, chiedendo una partecipazione ai costi. Anche a questo proposito i politici presenti hanno assicurato di voler intervenire per mantenere lo stato quo.

Ma questi interventi si sono scontrati con una grande diffidenza, e dalla sala si sono spesso levate bordate di fischi. Uno dei pochi applausi è andato al rappresentante della Lega Sud ticinese Luciano Milan Danti, che ha criticato la Lega dei Ticinesi e la Lega Nord, forze politiche che secondo Danti sono unite nel „gettare fango contro i frontalieri“.

Ha raccolto consensi anche l’intervento di Eros Sebastiani, iniziatore del sito frontalieri.it, che ha ventilato una risposta politica del frontalierato che potrebbe far valere la sua forza elettorale nelle regioni di frontiera.

Red.