Fatture false per 23 milioni di euro per frodare il fisco

Ben 15 società,fra cui 3 di diritto elvetico e 5 con sede nell’Unione europea, sono coinvolte nel giro di fatture false finalizzato ad evadere il fisco scoperto dalla Guardia di finanza di Gallarate. Al centro della frode una ditta italiana presso la quale è stato riscontrato un giro d’affari irregolare di oltre 23 milioni di euro, con conseguente evasione fiscale per oltre 3 milioni di euro.

Le indagini hanno avuto inizio a seguito di un’accurata analisi di rischio effettuata nei confronti di imprese operanti nel settore dell’informatica e dell’elettronica. Nel corso degli approfondimenti, nonché a seguito di mirati accertamenti posti in essere, è stata individuata una impresa che riscontrava diverse anomalie contabili. Tale impresa rivestiva un mero ruolo di “filtro” con altri soggetti imprenditoriali sia italiani che esteri. In effetti, l’impresa italiana, a partire dal 2008 e fino al 2012, provvedeva solo ad emettere e ad annotare nella propria contabilità fatture “soggettivamente false”, cioè riferite a soggetti diversi da quelli reali.

Con questo stratagemma fraudolento, si permetteva la fuoriuscita della merce dai confini nazionali, che, subito dopo, rientrava nel territorio dello Stato e veniva ceduta a prezzi “fuori mercato”, atteso che l’impresa filtro non versava all’Erario l’I.V.A. dovuta. A seguito di una minuziosa analisi dei flussi finanziari registrati sui conti correnti bancari intestati alla società, nonché alla compagine societaria, si ricostruiva il reale giro di affari ammontante ad oltre 23 milioni di euro di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, con conseguente evasione all’I.V.A. per oltre 3 milioni di euro.

Per tali illeciti sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio 3 soggetti per i reati previsti dal D.Lgs. 74/2000: “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” e “Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. Dopo questa prima fase, i Finanzieri di Gallarate hanno iniziato una specifica attività finalizzata alla ricostruzione del patrimonio e dei beni, nella disponibilità degli amministratori nonché dei soci, finalizzata al sequestro degli stessi, al fine di garantire il recupero dell’imposta evasa.

Red./Comunicato