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	<title>infoinsubria &#187; FAQ</title>
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	<description>Notizie e informazioni per vivere l’Insubria</description>
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		<title>Auto aziendali svizzere: finiti i sequestri in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 22:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in via di definitiva soluzione la questione delle vetture aziendali svizzere che passano il confine. Le autorità dei due paesi hanno, infatti, trovato un accordo che dovrebbe permette in futuro l’attraversamento della frontiera con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="/wp-content/uploads/2011/01/Ponte+Chiasso++oggi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8445" title="Ponte+Chiasso++oggi" src="/wp-content/uploads/2011/01/Ponte+Chiasso++oggi-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E’ in via di definitiva soluzione la questione delle vetture aziendali svizzere che passano il confine. Le autorità dei due paesi hanno, infatti, trovato un accordo che dovrebbe permette in futuro l’attraversamento della frontiera con l’Italia senza temere fastidiose conseguenze. <span id="more-8444"></span></strong></p>
<p>Più volte in passato diverse imprese ticinesi sono state confrontate ai valichi di frontiera con l’Italia al sequestro temporaneo da parte italiana di veicoli aziendali guidati da personale delle imprese medesime, in transito per ragioni professionali, non in possesso della documentazione richiesta dagli Uffici doganali italiani competenti a livello territoriale.</p>
<p>La questione concerne sia i lavoratori frontalieri in possesso di un permesso G (cittadini UE residenti in Italia), sia i cittadini svizzeri residenti in Italia e dipendenti di un’impresa sita sul territorio svizzero che utilizzano un’auto aziendale. Il fermo delle vetture aziendali in dogana ha comportato in più occasioni oneri amministrativi e finanziari a carico delle imprese ticinesi, oltre ad un’importante perdita di tempo destinata al dissequestro delle vetture.</p>
<p>Finora per il transito alle dogane italiane con le vetture aziendali non era sufficiente una normale delega dell’impresa, bensì doveva essere richiesta un’autorizzazione doganale al transito all’Ufficio delle dogane di ogni singola provincia di riferimento. Questa autorizzazione concerne sia la persona che conduce la vettura aziendale nel momento del passaggio alla dogana sia il parco veicoli aziendali utilizzato anche a questo scopo.</p>
<p>A partire dal 15 gennaio 2011, per il rilascio delle autorizzazioni, verrà utilizzata una nuova procedura standardizzata e semplificata. All’Ufficio doganale italiano la persona che utilizza il veicolo aziendale dovrà presentare un’istanza autocertificata dove si dichiari che è dipendente dell’azienda svizzera, è in possesso del permesso di lavoro e/o titolare di un contratto di lavoro stipulato con l’azienda svizzera in cui è prevista l’utilizzazione di veicoli aziendali, e non ha precedenti penali e amministrativi in campo doganale e fiscale.</p>
<p>L’autorizzazione rilasciata da un Ufficio delle Dogane sarà considerata valida per tutti i valichi italo-svizzeri della Regione Lombardia, seppur posti sotto la competenza territoriale dei distinti Uffici doganali. La nuova procedura sarà valida per un periodo sperimentale di sei mesi e potrà essere resa definitiva successivamente sulla base dell’esito della sperimentazione. Si confida inoltre che questa procedura possa in seguito trovare applicazione non solo ai valichi di confine con la Lombardia bensì anche con la Regione Piemonte.</p>
<p><strong>Red./Comunicati Ass. economiche ticinesi/Agenzia delle dogane<br />
</strong></p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/01/Veicoli-aziendali.pdf" target="_blank">COMUNICATI</a></p>
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		<title>Copertura sanitaria dei frontalieri in Svizzera</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 17:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Come funziona la copertura per incidenti o malattia per i frontalieri non fiscali? Ho la notifica di residenza presso il comune svizzero dove durante la settimana abito. Va compilato il modulo e106 oppure con la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come funziona la copertura per incidenti o malattia per i frontalieri non fiscali? Ho la notifica di residenza presso il comune svizzero dove durante la settimana abito. Va compilato il modulo e106 oppure con la tessera sanitaria rilasciata dall’ASL? Si è coperti in caso di ricovero, prestazione ospedaliera o visita specialistica?</strong></p>
<p>Come frontaliere, fiscale o non fiscale, ha potuto scegliere se assicurarsi presso una cassa malati svizzera oppure rimanere presso l’ASL. Nel primo caso &#8211; piuttosto raro -  è coperto come qualsiasi domiciliato in Svizzera. Nel secondo caso &#8211; il più probabile &#8211; bisogna distinguere diverse eventualità.</p>
<p>Nel caso di un incidente, le prestazioni mediche e ospedaliere sono coperte dall’assicurazione contro gli infortuni che il datore di lavoro è tenuto ad avere per legge.</p>
<p>Nel caso di una urgenza medica, si può rivolgere al pronto soccorso di un ospedale o a un medico privato. Non è necessario certificare l’affiliazione con il formulario e106, ma basta dimostrare la sua iscrizione all’ASL con la tessera sanitaria, o eventualmente con la tessera europea assicurazione malattia (TEAM) che si ottiene presso l’ASL.  Attenzione: il medico privato potrebbe  chiederle di anticipare il pagamento delle prestazioni. Presso un pronto soccorso ospedaliero probabilmente questo non avverrà (l&#8217;Ospedale chiederà il rimborso al centro delle Casse malati svizzere LAMal). In ogni caso lei potrà chiedere il rimborso delle spese sopportate alla ASL presso cui è iscritto presentando le ricevute e la documentazione sanitaria.</p>
<p>Se non si tratta di una urgenza non è coperto, salvo accordi da prendere in anticipo con l’ASL presso cui è iscritto.</p>
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		<title>Iva sulle esportazioni dalla Svizzera verso l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 13:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>

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		<description><![CDATA[È vero che quando si esportano merci in Italia, l&#8217;acquirente italiano non deve pagare l&#8217;Iva?
L’operatore svizzero che vende  beni a soggetto passivo IVA  residente in Italia, limitandosi ad esportare la merce dalla Svizzera, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È vero che quando si esportano merci in Italia, l&#8217;acquirente italiano non deve pagare l&#8217;Iva?</strong></p>
<p>L’operatore svizzero che vende  beni a soggetto passivo IVA  residente in Italia, limitandosi ad esportare la merce dalla Svizzera, non applica alcuna IVA (né italiana, né svizzera).</p>
<p>L’operatore italiano può importare, anche tramite spedizioniere, beni dalla Svizzera, versando regolarmente in dogana italiana i dazi, se dovuti e l’IVA con le aliquote gravanti sui beni importati. A volte è la stessa società svizzera che facilita il proprio cliente italiano anticipando di propria tasca l’IVA richiesta dall’Agenzia delle Dogane italiana, provvedendo successivamente a farsi rimborsare quanto già anticipato. Questo sistema, alquanto usato dalle società svizzere, ha tuttavia come aspetto negativo l’impegno  di capitali a volte rilevanti solo per le anticipazioni di IVA.</p>
<p>L’operatore svizzero a sua volta può però importare i beni in un “deposito IVA” italiano. Questo modo di procedere sta incontrando, un crescente interesse da parte di operatori svizzeri poiché, così facendo, l’operatore svizzero potrà fornire al proprio cliente italiano beni senza applicazione di IVA italiana in importazione, con conseguente maggior facilità di vendita dei propri prodotti. Tra l’altro detta possibilità mette l’operatore svizzero in netto vantaggio commerciale sull’eventuale concorrente italiano.</p>
<p>Riteniamo opportuno approfondire la tematica con alcuni dettagli. L’operatore svizzero deve dapprima identificarsi in Italia mediante la nomina del rappresentante fiscale, acquisendo quindi una partita IVA italiana. Al passaggio dalla dogana italiana la merce è gravata dei soli dazi, se dovuti, (tecnicamente si definisce questo momento come “immissione in libera pratica” del bene) ed è inviata al magazzino IVA prestabilito. Vale la pena di sottolineare che i magazzini IVA italiani nella zona di confine con la Svizzera sono parecchi e che i costi dell’operazione di invio della merce al magazzino IVA sono veramente minimi.</p>
<p>Una volta che la merce è entrata nel magazzino IVA  l’operatore svizzero, tramite il proprio rappresentante fiscale , può estrarre i suddetti beni, senza pagamento di IVA, mediante un apposito documento (autofattura).</p>
<p>A questo punto la società svizzera, sempre tramite il proprio rappresentante fiscale, può vendere i suddetti beni nuovamente senza applicazione dell’IVA italiana a soggetti passivi IVA italiani o a soggetti passivi UE.</p>
<p>(ringraziamo lo studio fiscale Giorgio Rizzi, Milano, studiorizzigiorgio@virgilio.it  e lo studio Lamoni, Garcia-Arjona, Lugano, bernardo.lamoni@lgatax.com  per la consulenza)</p>
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		<title>Gli anni di lavoro in CH sono cumulabili, anche se figurativi, ai fini di maturare il requisito dei 40 anni di anzianità in Italia?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/12/gli-anni-di-lavoro-in-ch-sono-cumulabili-anche-se-figurativi-ai-fini-di-maturare-il-requisito-dei-40-anni-di-anzianita-in-italia/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 09:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli anni di lavoro in Svizzera sono cumulabili per maturare il requisito alla pensione italiana. Sono però figurativi: la pensione italiana viene versata sulla base dei contributi versati in Italia. La risposta alla domanda è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli anni di lavoro in Svizzera sono cumulabili per maturare il requisito alla pensione italiana. Sono però figurativi: la pensione italiana viene versata sulla base dei contributi versati in Italia. La risposta alla domanda è quindi affermativa. Dopo quarant&#8217;anni di lavoro suddiviso fra la Svizzera e l&#8217;Italia, si ha diritto alla pensione italiana, che viene però commisurata ai contributi effettivamente versati in Italia.</p>
<p>La combinazione ottimale la si raggiunge lavorando 20 anni in Svizzera e 20 anni in Italia: in questo modo si ha il diritto alla pensione minima italiana, alla quale si aggiunge l&#8217;AVS svizzera commisurata ai 20 anni di contributi pagati in Svizzera.</p>
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		</item>
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		<title>Il prossimo anno mi trasferirò per matrimonio in Ticino ma continuerò a lavorare a Como: come mi devo comportare con la cassa malati svizzera visto che il mio datore di lavoro è italiano?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/11/il-prossimo-anno-mi-trasferiro-per-matrimonio-in-ticino-ma-continuero-a-lavorare-a-como-come-mi-devo-comportare-con-la-cassa-malati-svizzera-visto-che-il-mio-datore-di-lavoro-e-italiano/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 13:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il suo trasferimento lei diventerà un frontaliere con residenza in Svizzera e attività lavorativa in Italia. I trattati bilaterali Svizzera &#8211; Ue prevedono che ci si assicuri contro la malattia nel paese dove si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il suo trasferimento lei diventerà un frontaliere con residenza in Svizzera e attività lavorativa in Italia. I trattati bilaterali Svizzera &#8211; Ue prevedono che ci si assicuri contro la malattia nel paese dove si lavora. Quindi lei rimarrà iscritto al Servizio sanitario nazionale italiano. Visto che si trasferisce all&#8217;estero dovrà però chiedere alla ASL a cui è iscritto un formulario (modulo E 106) che certifichi l&#8217;affiliazione. Questo formulario va inviato all&#8217; Ufficio affiliazioni e contributi dell&#8217;Istituto delle assicurazioni sociali di Bellinzona.</p>
<p>Istituto assicurazioni sociali<br />
Ufficio affiliazioni e contributi<br />
via Ghiringhelli 15a<br />
<span style="text-decoration: underline;">6500 Bellinzona </span></p>
<p>Chi viene registrato come avente diritto all’assistenza sanitaria transfrontaliera, riceve una tessera di assicurazione malattie da parte dell&#8217;&#8221;Istituzione Comune LAMal&#8221;, 4503 Soletta, l&#8217;ente che procederà al rimborso delle spese per le cure (LAMal è l&#8217;abbreviazione in italiano-svizzero di Legge federale sull&#8217;assicurazione malattia). La tessera attesta il diritto alle prestazioni nei confronti dei fornitori di prestazioni in Svizzera, quali ad esempio ospedali, medici, psicoterapeuti, ecc.</p>
<p>Come per gli assicurati svizzeri, le fatture per le cure vengono rimborsate a partire da una franchigia (importo fisso annuo) e sottostanno all&#8217;obbligo di sopportare una quota parte del 10% delle prestazioni. Per le cure ambulatoriali il medico invia una fattura all&#8217;assicurato, che deve pagarla e inviare copia a IC LAMAL, che procederà al rimborso.</p>
<p><a href="http://www.kvg.org/it/">Istituzione comune LaMal</a></p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2010/11/assicurazione-malattia-lavoro-estero.pdf">Istruzioni di IC LAMal per stranieri che abitano in Svizzera e lavorano per datori di lavoro esteri</a></p>
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		<title>Mi potete dare qualche consiglio su come trovare lavoro in Svizzera come frontaliero?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/11/trovare-lavoro-in-svizzera-come-frontaliero/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 10:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare in Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non conosci nessuno che lavora già in Svizzera e può darti qualche dritta, puoi cercare lavoro sugli annunci nei giornali (Giornale del Popolo, Corriere del Ticino), o su internet, e scrivere, con la speranza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non conosci nessuno che lavora già in Svizzera e può darti qualche dritta, puoi cercare lavoro sugli annunci nei giornali (Giornale del Popolo, Corriere del Ticino), o su internet, e scrivere, con la speranza di venir invitato ad un colloquio. Una strada molto seguita è quella delle agenzie di lavoro interinale (Manpower, Adecco), che ti assumono e poi ti prestano a ditte che hanno bisogno di manodopera per un periodo limitato di tempo. In questo modo si comincia a fare pratica, e a conoscere le possibilità che ci sono.</p>
<p>Ricerca lavoro Google (inserire professione):<br />
<!-- @import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css); --></p>
<div class="cse-branding-right" style="background-color: #999999; color: #000000;">
<div class="cse-branding-form">
<form id="cse-search-box" action="http://www.google.ch/cse">
<div>
<input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-8315106476194976:toww9p-ig4p" />
<input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" />
<input name="q" size="31" type="text" />
<input name="sa" type="submit" value="Cerca" /></div>
</form>
</div>
<div class="cse-branding-logo"><img src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" alt="Google" /></div>
<div class="cse-branding-text">Ricerca personalizzata</div>
</div>
<p>Può capitare che le ditte in cui hai lavorato, ti assumano anche per un periodo più lungo. All&#8217;inizio devi essere molto flessibile, soprattutto se non hai esperienza e non hai conoscenze specifiche.  In Svizzera chiedono o il diploma professionale svizzero, o esperienza professionale. Se non hai né l&#8217;uno, né l&#8217;altro, devi adattarti.</p>
<p>Per un periodo di lavoro inferiore ai 3 mesi non è necessario un permesso di lavoro. Se vieni assunto per più di 3 mesi devi chiedere un permesso di lavoro. Per ottenerlo devi recarti all&#8217;Ufficio regionale degli stranieri della zona dove è domiciliata la ditta (Agno, Bellinzona, Biasca, Faido, Locarno, Lugano, Mendrisio) con il contratto di lavoro firmato dal datore di lavoro e un documento valido (carta d&#8217;identità o passaporto).</p>
<p>Con questi documenti otterrai il permesso G (il nome ufficiale è <a href="http://www4.ti.ch/di/di-di/spop/stranieri/permessoperfrontalierig-ce/">&#8220;Permesso per frontalieri G CE/AELS&#8221;</a>). È il permesso concesso ai cittadini dei paesi dell&#8217;Ue che continuano a risiedere nel loro paese d&#8217;origine, dove rientrano almeno una volta alla settimana. Il permesso è valido 5 anni se il contratto di lavoro è di durata indeterminata o superiore ad un anno. Se la durata del contratto di lavoro è inferiore ad un anno, il permesso ha la stessa durata del contratto.</p>
<p>Link utili:<br />
<a href="http://www.ti.ch/popolazione">Informazioni ufficiali:  www.ti.ch/popolazione</a><br />
Informazioni generali:<a href="http://www.lavorosvizzera.com"> http://www.lavorosvizzera.com/</a><br />
Siti e giornali: <a href="http://www.tuttoclick.ch/ticinoonline/home/job/index.htm">http://www.tuttoclick.ch/ticinoonline/home/job/index.htm</a></p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/01/offerte-lavoro-ticino.pdf">Offerte di lavoro c/o Cassa disoccupazione UNIA Ticino</a></p>
<p>Agenzie:<br />
<a href="http://www.manpower.ch/it/lavorare-in-svizzera/">http://www.manpower.ch/it/</a><br />
<a href="http://www.adecco.ch/it-CH/Pages/default.aspx"> http://www.adecco.ch</a><br />
<a href="http://www.jobsuchmaschine.ch">www.jobsuchmaschine.ch</a></p>
<img src="/?ak_action=api_record_view&id=7298&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un cliente italiano mi ha chiesto una dichiarazione che dimostri che la mia ditta non rientra nella categoria che figura sulla &#8220;black-list&#8221;. Cos&#8217;è questa &#8220;black list&#8221;? Come faccio a procurarmi i documenti richiesti?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/11/un-cliente-italiano-mi-ha-chiesto-una-dichiarazione-che-dimostri-che-la-mia-ditta-non-rientra-nella-categoria-che-figura-sulla-black-list-dice-che-se-si-commercia-con-ditte-svizzere-e-tenuto-a-pr/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 06:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>

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		<description><![CDATA[La &#8220;black list&#8221;  è una lista, ai fini fiscali italiani, di paesi sparsi in tutto il mondo che offrono una fiscalità privilegiata alle proprie società residenti. La Svizzera fa parte di questa lista. Gli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8220;black list&#8221;  è una lista, ai fini fiscali italiani, di paesi sparsi in tutto il mondo che offrono una fiscalità privilegiata alle proprie società residenti. La Svizzera fa parte di questa lista. Gli adempimenti nei confronti dell’erario per le società italiane in tema di &#8220;black list&#8221; sono essenzialmente due:</p>
<p>1) evidenziare nella propria dichiarazione dei redditi gli acquisti di beni e servizi fatti nei suddetti paesi;</p>
<p>2) dichiarare mensilmente o trimestralmente all’Agenzia delle Entrate gli acquisti e le vendite di beni e servizi intercorsi con paesi black  list.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate potrebbe di fatto non riconoscere i costi sostenuti, in paesi black list, da società italiane in presenza di un sospetto di fiscalità privilegiata a favore del soggetto estero che ha fornito beni e servizi. Quindi, in relazione al primo punto, puo’ essere utile alla società italiana avere una certificazione rilasciata dalle competenti autorità fiscali svizzere in cui si evidenzia, se del caso, come la società svizzera non goda di alcun privilegio sulle imposte in vigore nella Confederazione. Ed è proprio questo l’oggetto ed il motivo del documento menzionato nella domanda. Peraltro gli uffici fiscali svizzeri conoscono già questa richiesta e sono già in grado di rilasciare una dichiarazione valida ai fini fiscali italiani.</p>
<p>Per il punto numero due non esistono alcune eccezioni; infatti l’obbligo di dichiarazione mensile o trimestrale di acquisti e vendite di beni e servizi con paesi black list non ha alcuna limitazione: tutti  i soggetti passivi IVA italiani devono fare questa dichiarazione e a nulla serve il documento sopra citato.</p>
<p><a href="/?attachment_id=7218">Esempi di certificazioni della Camera di commercio dell&#8217;industria e dell&#8217;artigianato del Cantone Ticino</a></p>
<p>(ringraziamo lo studio fiscale Giorgio Rizzi, Milano, studiorizzigiorgio@virgilio.it e lo studio Lamoni, Garcia-Arjona, Lugano, bernardo.lamoni@lgatax.com per la consulenza)</p>
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		<title>Avete qualche novità riguardo alla presentazione della dichiarazione dei redditi e quadro RW entro il 30.9.2010 in Italia per i frontalieri fuori zona, ovvero residenti in fasce oltre 20 km?</title>
		<link>http://www.infoinsubria.com/2010/09/avete-qualche-novita-riguardo-alla-presentazione-rw-entro-il-30-9-2010-in-italia-per-i-frontalieri-fuori-zona-ovvero-residenti-in-fasce-oltre-20-km-grazie-infinite-e-cordiali-saluti/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 09:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[FAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>

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		<description><![CDATA[I frontalieri domiciliati al di fuori della fascia dei 20 km, pur essendo considerati dal diritto svizzero frontalieri con permesso G, dal fisco italiano non vengono considerati frontalieri. Per cui anche se sottoposti in Svizzera ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I frontalieri domiciliati al di fuori della fascia dei 20 km, pur essendo considerati dal diritto svizzero frontalieri con permesso G, dal fisco italiano non vengono considerati frontalieri. Per cui anche se sottoposti in Svizzera all’imposta alla fonte, le tasse le pagano anche in Italia. Si deve quindi dichiarare (con il modello UNICO) il reddito conseguito in Svizzera che eccede la somma esente di € 8000, tenendo conto di un credito d&#8217;imposta per le imposte pagate in Svizzera</p>
<p>Concretamente il calcolo va fatto in questo modo:<br />
Dal salario convertito in € con il tasso di conversione pubblicato dall&#8217;Agenzia delle entrate si deducono € 8000. Sul risultato va calcolata l&#8217;imposizione del fisco italiano. Da questa imposizione si deduce l&#8217;imposta alla fonte svizzera (convertita in €). La differenza è quanto si deve al fisco italiano.</p>
<p>Per quel che riguarda il quadro RW, non c&#8217;è obbligo di dichiarare il &#8220;secondo pilastro&#8221; (la cassa pensione) dedotta direttamente dal salario. Vanno invece dichiarate un eventuale &#8220;terzo pilastro&#8221; e tutte le attività finanziarie detenute in Svizzere (per es. conti risparmio e investimento).</p>
<p>Per la dichiarazione (da inoltrare entro il 30.9.2010, oppure entro il 29.12 pagando una penale di € 21) consigliamo di rivolgervi a un Caaf della regione in cui siete domiciliati. Mentre un commercialista vi farà pagare circa € 150, presso un Caaf si paga circa (se non si è membri del sindacato) € 80 + € 22 di assicurazione.</p>
<p>Queste sono le regole. Interessante notare che essendo il ristorno dell&#8217;introito dell&#8217;imposta alla fonte svizzera ai comuni italiani di frontiera numerale e non nominale, l&#8217;Agenzia delle entrate italiana non  dispone automaticamente di informazioni su chi siano e dove abitino le persone a cui è stata applicata l&#8217;imposizione alla fonte, salvo naturalmente accertamenti specifici per esempio al momento di transitare in dogana.</p>
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		<title>Sono frontaliere. Come mi devo regolare per la cassa malati?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FAQ]]></category>

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		<description><![CDATA[In virtù dei contratti bilaterali tra la Svizzera, l‘UE e i suoi stati membri è entrato in vigore il nuovo principio della sede di lavoro per l‘obbligo di assicurazione contro le malattie. Ne consegue che in linea ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In virtù dei contratti bilaterali tra la Svizzera, l‘UE e i suoi stati membri è entrato in vigore il nuovo principio della sede di lavoro per l‘obbligo di assicurazione contro le malattie. Ne consegue che in linea di massima devono stipulare un‘assicurazione di base anche i frontalieri/le frontaliere e i componenti non attivi della loro famiglia con residenza in uno stato membro dell‘UE o dell’AELS/EFTA.</p>
<p><strong>Assicurazione obbligatoria in Svizzera per&#8230;</strong></p>
<p>Frontalieri / frontaliere provenienti da Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro, così come componenti non attivi della loro famiglia in Belgio, Bulgaria, Estonia, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Cipro.</p>
<p><strong>Possibilità di esonero per&#8230;</strong></p>
<p>Frontalieri / frontaliere e componenti non attivi della loro famiglia in Germania, Finlandia, Francia, Austria e <strong>Italia</strong>. Queste persone possono farsi esonerare dall‘obbligo di assicurazione <strong>durante 3 mesi dopo lo stabilimento del permesso</strong>, qualora siano già coperte da un assicurazione sull’assistenza in caso di malattia nel proprio paese di residenza. Alla domanda devono essere accluse una copia della polizza assicurativa e del permesso del frontaliere.</p>
<p><strong>Eccezioni per&#8230;</strong></p>
<p>Componenti non attivi della famiglia di frontalieri e frontaliere in Danimarca, Gran Bretagna, Liechtenstein,Portogallo, Svezia, Spagna e Ungheria. Queste persone non sono soggette all‘obbligo di assicurazione in Svizzera.</p>
<p><strong>Riduzione del premio anche per assicurati con residenza in uno stato dell‘UE o dell’AELS/EFTA.</strong></p>
<p>E‘ prevista una riduzione del premio per le persone:</p>
<p><em>con un assicurazione obbligatoria sull‘assistenza in caso di malattia in Svizzera,</em></p>
<p><em>con un patrimonio complessivo in patria e all‘estero e con un reddito complessivo in patria e all‘estero inferiori ai limiti accordando un diritto ad una riduzione del premio.</em></p>
<p>Il modulo per la domanda può essere richiesto presso l‘Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone in cui è stato stabilito il contrato di lavoro.</p>
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		<title>Vado a fare un lavoro per un cliente nel Varesotto. Come devo fare per attraversare la frontiera con l&#8217;auto aziendale senza problemi?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 05:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>infoinsubria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il passaggio della frontiera con l&#8217;auto aziendale con targa svizzera rappresenta uno dei grossi problemi burocratici per gli artigiani ticinesi che lavorano in Italia. Bisogna infatti rispettare la regola che chi  guida all&#8217;estero un&#8217;auto non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il passaggio della frontiera con l&#8217;auto aziendale con targa svizzera rappresenta uno dei grossi problemi burocratici per gli artigiani ticinesi che lavorano in Italia. Bisogna infatti rispettare la regola che chi  guida all&#8217;estero un&#8217;auto non propria dovrebbe avere una delega del proprietario del veicolo con firma  autenticata presso un notaio. L&#8217;autorità vuole soprattutto esser sicura di non aver a che fare con un&#8217;auto rubata. Naturalmente si può anche &#8220;provarci&#8221;, e se si è in grado di dimostrare che si è dipendenti della ditta proprietaria dell&#8217;auto (contratto di lavoro, busta paga), può anche ander bene. Ma se il controllo è severo si rischia il sequestro dei veicolo. Per fare le cose in regola, <a href="http://www4.ti.ch/dfe/de/spe/usml/lavorare-in-italia/autorizzazione-passaggio-della-frontiera-soggiorno-e-lavoro/veicoli-aziendali/autorizzazioni-doganali-per-il-passaggio-alle-frontiere-con-veicoli-di-proprieta-dellimpresa/">la prassi è la seguente</a>:</p>
<p>- Se alla guida c&#8217;è una persona residente in Svizzera, le cose sono relativamente facili. L&#8217;autista deve avere con sé una delega rilasciata dall&#8217;azienda, che lo autorizza a guidare il veicolo. Attenzione: se si vogliono fare le cose in ordine, la delega deve essere vidimata dal notaio o dal Comune (diversi modelli di delega si possono scaricare dal <a href="http://www.viaggi-tcs.ch/travel/it/home/reiseinfos/zolldokumente.html">sito TCS,</a> ma vanno adattati al caso concreto).</p>
<p>- Se alla guida del veicolo aziendale con targa svizzera c&#8217;è una persona residente in Italia (un frontaliero con permesso G, o un cittadino svizzero domiciliato in Italia), la delega di cui sopra non basta. Anche se ci sono ditte che attraversano la frontiera senza problemi solo con questo documento, la delega non garantisce che in caso di controllo il veicolo sprovvisto di autorizzazione doganale non venga sequestrato. Se si vogliono fare le cose in regola, oltre a dotare l&#8217;autista della delega di cui sopra, bisogna chiedere alle dogane italiane una autorizzazione che garantisce la titolarità del bene. La procedura è complessa e occorre iniziarla per tempo, tenendo conto del fatto che bisogna indicare anche da quale valico si intende passare, a che ora, e che l&#8217;autorizzazione va ritirata al valico stesso. I dettagli sono spiegati sul <a href="http://www4.ti.ch/dfe/de/spe/usml/lavorare-in-italia/autorizzazione-passaggio-della-frontiera-soggiorno-e-lavoro/veicoli-aziendali/autorizzazioni-doganali-per-il-passaggio-alle-frontiere-con-veicoli-di-proprieta-dellimpresa/">sito del Cantone.</a> Inoltre l&#8217;autista deve portare con sé il contratto di lavoro.</p>
<p>Se si portano con se le attrezzature di lavoro comuni (fino a un valore di €1000) la prassi ha dimostrato che è sufficiente una semplice lista del materiale da presentare all&#8217;entrata e all&#8217;uscita. Per le attrezzature speciali va contattata la dogana per chiedere se ci vuole il <a href="http://www4.ti.ch/dfe/de/spe/usml/lavorare-in-italia/autorizzazione-passaggio-della-frontiera-soggiorno-e-lavoro/esportazione-temporanea-di-attrezzature-di-lavoro/carnet-ata/">Carnet ATA</a> o se bisogna effettuare una cosiddetta esportazione temporanea. Attenzione: se si trasportano merci, queste vanno sdoganate. Consigliamo di affidare questa operazione a uno spedizioniere.</p>
<img src="/?ak_action=api_record_view&id=6197&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.infoinsubria.com/2010/09/vado-a-fare-un-lavoro-da-un-cliente-nel-varesotto-come-devo-fare-per-attraversare-la-frontiera-con-lauto-aziendale-senza-problemi/feed/</wfw:commentRss>
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