Espulsione dei criminali stranieri: la legge è più severa dell’iniziativa

In Svizzera prossimamente si vota anche su di una iniziativa del partito Unione democratica di centro (UDC), dall’accattivante titolo “per l’espulsione dei criminali stranieri.” Paradossalmente, molti criminali stranieri avrebbero tutto l’interesse a che questa iniziativa venga accolta. Per esempio pedofili alla prima condanna, i finanziatori del terrorismo, o i costruttori di bombe: se fosse approvata l’iniziativa dell’UDC questi criminali potrebbero rimanere tranquillamente in Svizzera.

Come mai? Dopo l’inoltro dell’iniziativa dell’UDC, nel marzo 2015 il Parlamento svizzero ha varato una legge che riprende in molti punti le proposte dell’iniziativa. La legge prevede un catalogo di più di cinquanta reati che porterebbero all’espulsione. Il testo è formulato in modo da rispettare i principi dello Stato di diritto, e statuisce in particolare che un tribunale si esprima sull’applicazione della legge. Sono inoltre previste una serie di eccezioni in casi di contravvenzioni leggere.

Per quel che riguarda i reati che comportano l’espulsione paradossalmente la legge approvata dal Parlamento è in molti punti più severa di quanto previsto dal testo dell’iniziativa. La legge comprende infatti l’espulsione anche per quattordici reati che nell’iniziativa di attuazione non sono compresi.

Casi per cui la legge attuale è più severa

I seguenti reati, per esempio, non sono compresi dall’iniziativa di attuazione, ma comporterebbero l’espulsione secondo la nuova legge:
– diffusione di malattie pericolose
– fabbricazione di ordigni esplosivi
– organizzazione di un matrimonio forzato
– infibulazione
– inquinamento delle acque potabili
– distruzione di dighe

In questo casi la nuova legge è più rigida e severa dell’iniziativa di attuazione su cui si voterà il 28 febbraio. Per sedici reati l’iniziativa di attuazione porterebbero a un’espulsione solo nel caso in cui l’autore sia recidivo. Fra questi reati troviamo i delitti contro il patrimonio, come appropriazione indebita qualificata, l’ abuso per mestiere di carte di credito, l’ usura per mestiere. Anche gli autori di reati come atti sessuali con fanciulli, incendio intenzionale, esplosione intenzionale, o messa in pericolo della sicurezza pubblica, per esempio finanziando il terrorismo o organizzazioni criminali, verrebbero espulsi solo se recidivi.

Secondo le analisi del Dipartimento di giustizia nel 2014 sono state emesse più di 400 condanne contro stranieri in questa categoria – 270 dei quali non erano pregiudicati, casi che secondo l’iniziativa di attuazione non sarebbero quindi toccati dall’espulsione automatica.

L’iniziativa è più severa soprattutto per reati di poco conto

D’altra parte l’UDC vuole l’espulsione in 18 casi per i quali il parlamento non la prevede. Questi reati comprendono contraffazione di monete, falsa testimonianza o denuncia mendace. L’ampliamento riguarda però soprattutto i reati bagatellari. Questi non porterebbero ad un’espulsione alla prima condanna, ma in caso di pregiudicati o recidiva l’espulsione sarebbe automatica. Uno straniero potrebbe essere espulso per una durata di 10 anni per lesioni personali semplici, violazioni del codice stradale, rissa o contravvenzione leggera alla legge sugli stupefacenti.

Sulla base dei dati del 2014 il motivo di espulsione più frequente con l’iniziativa di attuazione sarebbe una violazione della Legge sugli stranieri. Nel 2014 5213 stranieri pregiudicati sono stati condannati per entrata illegale, per soggiorno illgittimo, o per lo svolgimento di un’attività retribuita senza permesso. Comunque già oggi, anche senza l’iniziativa di attuazione, sarebbe possibile espellere stranieri che commettono questo tipo di reato.

In cambio in 300 casi di condanne per delitti più gravi, come appunto per esempio atti sessuali con bambini o finanziamento del terrorismo, l’iniziativa rimarrebbe senza effetto. Se venisse accolta l’iniziativa, la legge esistente non entrerebbe in vigore.

Red.