Elezioni in Italia: il ritorno della Lega. Cala il Pd

Il sorriso di Matteo Salvini per i risultati elettorali

Se nelle aree dell’Insubria si è votato in troppi pochi Comuni per dire registrare una tendenza consolidata, l’esiguo numero di elettori chiamati al voto al confine con la Svizzera permette ugualmente di tracciare alcune linee che potrebbero segnare le prossime consultazioni. Mentre in Canton Ticino le recenti elezioni cantonali hanno sostanzialmente confermato quelle precedenti di quattro anni fa, nell’Insubria tricolore sono bastati dodici mesi per ribaltare tutto. Il Partito democratico, che era arrivato a sfiorare il 40%, arretra fragorosamente, rimonta la Lega Nord, tiene Forza Italia, mentre il dato del Movimento 5 Stelle, seppure al Nord sembra fatichi a sfondare come altrove, resta difficilmente interpretabile, visto che i grillini non si sono presentati ovunque, soprattutto alle Comunali.

Il dato più interessante del voto 2015 riguarda la riapertura della cosiddetta “Questione settentrionale”: vale a dire quel fenomeno che indica le problematiche sociopolitiche correlate con la presunta condizione di disagio delle regioni del Nord Italia nei confronti delle politiche seguite per decenni dal governo italiano. Un tema portato avanti soprattutto dalla Lega Nord il cui elettorato però, era andato altrove dopo i fallimenti dei governi Berlusconi. Ora, dopo tre anni di opposizione, il partito guidato da Matteo Salvini ha raggiunto livelli mai visti superando nettamente la doppia cifra a livello nazionale. In Veneto addirittura il governatore uscente Luca Zaia ha superato il 50% dei consensi, demolendo l’avversaria del Pd. E anche vicino alla frontiera i padani sono andati benissimo: “Abbiamo vinto in 6 comuni su 8 e negli altri due andiamo al ballottaggio. La sinistra viene cappottata”, ha commentato Matteo Bianchi, segretario della Lega in provincia di Varese, dove pure Forza Italia si è rinvigorita dopo le recenti scoppole.

E ora? Difficile da stabilire. Spesso in Italia le elezioni locali hanno pesanti ripercussioni sui governi nazionali. Il governo del premier Matteo Renzi andrà avanti oppure si deciderà di “staccare la spina” prima di perdere ulteriore consenso e quindi rischiare di venire sconfitti alle elezioni Politiche? Si vedrà: di certo l’estate politica italiana sarà torrida. Ma non è una novità.

Nicola Antonello