Economia ticinese: leggera schiarita

Debole schiarita? (foto L. Holländer)

Le leggere schiarite della congiuntura internazionale (in particolare per quanto riguarda quella statunitense e quella tedesca) hanno avuto un effetto salutare sull’economia elvetica. Nel quarto trimestre, la congiuntura svizzera rimane solida grazie al maggior dinamismo sul fronte del commercio estero e a dispetto di un contributo meno marcato della domanda interna.

Pure l’economia ticinese, sulle tracce dell’evoluzione nazionale, chiude il 2014 in progressione. Anche alle nostre latitudini, i miglioramenti del contesto internazionale hanno stimolato le esportazioni che, almeno in parte, hanno compensato l’indebolimento avvertito sul versante della domanda interna. Fragilità interna testimoniata dalla fase negativa del commercio al dettaglio e dall’andamento sottotono delle costruzioni. Parallelamente, sul mercato del lavoro, l’occupazione seguita ad aumentare, seppur a un ritmo meno sostenuto rispetto al passato, e la disoccupazione inizia a contrarsi.

Proprio quando il quadro complessivo sembrava assumere tonalità più vivaci, è arrivata la decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare la difesa del tasso di cambio minimo franco/euro, con il conseguente apprezzamento della valuta nazionale. Eventi che hanno indotto gli esperti a prevedere un rallentamento economico per il 2015. Si tratta di una proiezione relativamente positiva, considerato che subito dopo l’annuncio della BNS si paventava il rischio di un’imminente fase recessiva. Secondo le ultime proiezioni, le schiarite attese nei paesi dell’eurozona potrebbero attenuare gli effetti negativi del franco forte