Come legalizzare il secondo pilastro depositato in nero in Svizzera

A suo tempo sono andato in pensione e avendo lavorato in Svizzera ho percepito il secondo pilastro (di cui ho pagato le imposte alla fonte) che ho lasciato in Svizzera, e percepisco la pensione svizzera sul conto in Italia. In questi anni il fondo si è molto assottigliato per le spese, perchè la pensione non basta, dato che in Italia percependo pensione svizzera non posso dedurre niente.

Devo dichiarare il capitale rimasto? Come? Devo farlo rientrare obbligatoriamente in Italia?

Nella sua situazione si trovano molti frontalieri ed emigranti che hanno lasciato in Svizzera la liquidazione del II pilastro senza mai dichiararla in Italia. Sistemare le cose ora può essere costoso, ma purtroppo non c’è altra via, a meno di tentare avventure illegali, come per esempio trasportare il contante in Italia clandestinamente.

Il capitale del II pilastro incassato in Svizzera al momento di rientrare in Italia o di cessare l’attività come frontaliere, avrebbe dovuto essere dichiarato al fisco italiano entro sei mesi dal momento in cui è stato versato. L’Agenzia delle entrate avrebbe tassato l’imposta sugli interessi attivi maturati, e si sarebbe potuto recuperare l’imposta preventiva fatturata dalla Svizzera. In seguito gli interessi fruttati dal deposito in Svizzera avrebbero poi dovuto figurare nel reddito dichiarato al fisco.

Chi non l’ha fatto ha evaso il fisco italiano. Per tornare nella legalità si può ora solo far capo alla “voluntary disclosure”, autodenunciandosi all’Agenzia delle entrate, possibilmente con l’aiuto di un patronato o di un fiscalista in grado di indicare la strada migliore. Naturalmente ci sarà una sanzione da pagare, che sarà però notevolmente ridotta rispetto a quella prevista, che può arrivare fino al 6% del capitale per ogni anno evaso. Il capitale, una volta dichiarato, potrà anche rimanere depositato in Svizzera.

(ringraziamo per i suggerimento lo studio Bottoni, Viggiù,  info@studio-bottoni.it)