Bellinzona: marcia indietro sui permessi

Il governo ticinese rinuncia a richiedere il “certificato carichi pendenti” agli italiani desiderosi di stabilirsi o lavorare in Svizzera. Il provvedimento, che viola i trattati bilaterali con l’Unione europea e ha provocato lo stallo dei negoziati fiscali con l’Italia, era stato introdotto in aprile dal Dipartimento delle istituzioni.

Rimane invece in vigore, per ottenere il rilascio o il rinnovo dei permessi di dimora o di lavoro, la richiesta di allegare il certificato generale del casellario giudiziario. La marcia indietro del governo ticinese avviene a pochi giorni dalla consegna di una petizione promossa dalla Lega dei Ticinesi a sostegno di entrambe le misure, che ha raccolto 12’192 firme.

In concomitanza con la candidatura del Capo del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi alla carica di Consigliere federale, il governo ticinese sembra adeguarsi a posizioni più in linea con quelle seguite dagli altri cantoni svizzeri e dal governo federale. La decisione di Bellinzona dovrebbe inoltre contribuire a sbloccare la conclusione del negoziato fiscale con l’Italia.

Red.