Accordi fiscali: il governo ticinese vuole partecipare al negoziato

Palazzo del Governo, Bellinzona (foto cc Aliman5040)

Il governo ticinese ha chiesto alle autorità federali di essere rappresentato nella delegazione incaricata di concretizzare l’accordo sui frontalieri previsto dalla road map. Bellinzona chiede un più rapido passaggio alla piena imposizione dei frontalieri, e lo scambio di informazioni sui redditi degli indipendenti e distaccati.

Queste richieste sono state formalizzata in una lettera indirizzata oggi al al segretario di Stato Jacques de Watteville, che dirige il negoziato con Roma. Per poter combattere concretamente il dumping salariale, afferma il governo di Bellinzona nella missiva inviata a Berna, la piena imposizione in Italia dei lavoratori frontalieri dovrà avvenire dopo un periodo transitorio congruo, indicativamente di cinque anni al massimo.

Il Consiglio di Stato ha anche chiesto di inserire nel nuovo accordo sui frontalieri un articolo che prevede lo scambio di informazioni spontaneo sui redditi conseguiti dai lavoratori indipendenti e dai lavoratori distaccati sul territorio di uno Stato da parte dei residenti nell’altro Stato.

Per il Governo cantonale, nonostante il sostegno alle soluzioni concordate con l’Italia dalla Confederazione, vi sono ancora molti aspetti che dovranno essere approfonditi nei prossimi mesi. Fra questi, i più rilevanti sono l’applicazione del moltiplicatore comunale votato dal Parlamento, l’uscita da tutte le black list italiane e l’accesso al mercato italiano da parte degli istituti finanziari del Cantone.

Red./Comunicato