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Lago di Varese: uno scrigno di biodiversità da salvaguardare

11 luglio 2012 – 15:13Nessun Commento

Migliore regolazione delle acque e blocco degli scarichi: sono gli interventi richiesti da Legambiente per il lago di Varese, un luogo fondamentale per la tutela della biodiversità nella provincia di Varese.

Il lago di Varese è uno scrigno di biodiversità, un ambiente delicato da tutelare e da valorizzare, tanto da aver avuto il riconoscimento di Zona di Protezione Speciale dalla Comunità Europea. Ricoperto da una fitta vegetazione a canneto e boschi umidi, forse uno degli ultimi esempi rimasti nel Nord Italia, rappresenta un tassello fondamentale per il mantenimento della ricchezza delle specie, in alcuni cas

La moretta tabaccata (foto cc boozzeeno)

i rare e minacciate, come la moretta tabaccata (un’anatra la cui intera popolazione italiana è stimata in circa 50 coppie e qui ne è presente il 10%), il tarabusino e l’airone rosso (due rari aironi).

Gli studi scientifici hanno confermato l’importanza del lago, ma i tagli dei canneti, le previsioni di costruzione di nuovi pontili per l’approdo e, non da ultimo, il problema decennale del livello delle acque ne minacciano costantemente la loro sopravvivenza.

Una delle maggiori preoccupazioni degli ambientalisti è il livello dell’acqua, che oscilla in modo del tutto arbitrario ben oltre il limite dei 50 cm dalla soglia di normalità. Inoltre, se calano i livelli del lago di Varese, entrano in sofferenza anche il lago di Comabbio e la Palude Brabbia che dipendenti dall’oscillazione dei livelli.

Non meno problematico il problema della qualità delle acque se si pensa che il lago di Varese oggi è classificato in qualità scadente dall’ultimo rapporto di Arpa Lombardia sullo stato ecologico.

Nel 2008 gli ambientalisti avevano lanciato non solo il Patto per il Lago tra le amministrazioni ma soprattutto chiesto che si procedesse speditamente bloccando definitivamente gli scarichi diretti a lago, completando i sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue civili, facendo una verifica sul funzionamento degli sfioratori di piena cioè adottando soluzioni tecnologiche che scongiurassero immissioni di acque non depurate a lago in condizioni atmosferiche non ottimali e monitorando i comuni che ancora non avevano la separazione delle acque nere dalle bianche.

“Ancora una volta torniamo a costatare che gli interventi per migliorare la qualità delle acque sono ridotti al minimo o inesistenti, – dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente. Vorremmo che la Provincia ci spiegasse quali sono state le opere e le iniziative messe in campo per migliorare la qualità delle acque del lago perché, ad oggi, non è chiara la tempistica di adeguamento delle infrastrutture esistenti.”

È questo il messaggio lanciato dagli ambientalisti in occasione del passaggio di Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna nazionale per il monitoraggio scientifico dei maggiori bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati).

Red./Comunicato

 

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