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Bellinzona, una capitale ancor più grande

5 luglio 2012 – 18:17Nessun Commento

Spinta aggregativa attorno alla capitale (Foto bellinzonaturismo.ch)

Dopo una gestazione piuttosto lunga sembra poter ora andare in porto l’aggregazione dei principali Comuni del Bellinzonese, così come hanno fatto Lugano e Mendrisio. La capitale del Cantone ed i Comuni della sua cintura urbana hanno fatto un primo passo concreto verso il loro accorpamento: i Sindaci dei Comuni di Bellinzona, Cadenazzo, Giubiasco, Gnosca, Gudo, Moleno e Sementina hanno, infatti, espresso l’intenzione di presentare entro novembre una richiesta di aggregazione al Consiglio di Stato del Canton Ticino.

A questi primi sette Comuni potranno aggiungersene altri dei 17 che compongono il Distretto di Bellinzona. L’obiettivo finale è la creazione di una città di 30mila abitanti, che possa gestire in modo uniforme un territorio oggi eccessivamente frazionato ed affrontare in modo efficace, tempestivo e virtuoso le sfide che la regione sopracenerina ha davanti a sé nei prossimi anni, in particolare con l’apertura della trasversale ferroviaria alpina (Alptransit), del Parco del Piano di Magadino, ma anche di tutto il sistema dei trasporti regionale. Fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo è naturalmente la partecipazione in questa prima fase dei due Comuni faro della regione: Bellinzona e Giubiasco.

Il processo di accorpamento del Comuni nel Cantone Ticino, lanciato alla fine dagli anni ’90 dal governo cantonale per ridare vitalità agli enti locali periferici, ma anche per permettere ai poli di acquistare un ruolo trainante in ambito sociale, culturale e soprattutto economico, ha visto sinora aggregarsi appunto numerosi piccoli comuni delle valli, da un lato, e dall’altro nascere due agglomerati di dimensioni decisamente importanti . Pensiamo alle aggregazioni di  Lugano, che affronta oggi la terza e la quarta fase di espansione, e di Mendrisio, che è alla seconda tappa.

La spinta aggregativa in atto in Ticino non è però giunta a termine e, qualora dovesse andare in porto quanto appena presentato a Giubiasco, toccherà alla regione del Locarnese – dove in progetto è stato recentemente bocciato in votazione consultiva – riannodare il filo del discorso per non perdere ulteriore terreno rispetto agli altri poli del Cantone, senza peraltro dimenticare il ruolo di Chiasso.

L’aggregazione degli enti locali – sebbene sia formalmente deciso dal Governo cantonale, analogamente al Governo centrale italiano che attualmente sta valutando l’accorpamento di numerose province – segue un processo che prevede un’istanza formale degli esecutivi dei Comuni dapprima, quindi la creazione di una commissione di studio che definisca i contenuti e la struttura del nuovo Comune. Il progetto è quindi sottoposto in votazione consultiva alle popolazioni interessate. Sulla base dell’esito del voto consultivo, il Governo cantonale sottopone un progetto di decreto legge che sancisce l’effettiva aggregazione dei Comuni e l’ammontare degli aiuti finanziari stanziati a sostegno del nuovo ente. In alternativa, in caso di esito dello scrutinio consultivo particolarmente negativo, il Consiglio di Stato può abbandonare il progetto. L’evoluzione recente del numero di Comuni del Cantone Ticino è sintomatica della portata epocale della riforma dei Comuni lanciata alla fine del secolo scorso: a fine ‘800 erano 265, erano ancora 245 nel 2000, mentre sono scesi a 147 del 2012.

Red.

 

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