Autodromo di Monza: pista pericolosa. La gestione si scusa!
Era stata la gara più corta e contestata della storia della Superbike: undici giri totali in due manche. Rischia però di trasformarsi in una lunga querelle giudiziaria. I vertici dell’autodromo di Monza, uno dei templi mondiali dei motori sono indagati per “omissione dolosa di cautele contro gli infortuni”.
Secondo i magistrati monzesi Caterina Trentini e Walter Mapelli avrebbero insabbiato alcuni problemi legati alla pista alla vigilia della corsa di Superbike dello scorso 5 e 6 maggio. E per la precisione di gravi imperfezioni dell’asfalto che avrebbero compromesso la sicurezza. Ma sono gli stessi protagonisti a raccontarlo in alcune intercettazioni telefoniche (http://video.gazzetta.it/telefonate-il-direttore-autodromo-responsabile-gara-quello-pista-da-motociclismoit-/42907d44-c5fe-11e1-a0d8-5a3acbb1032b) che mettono i brividi. Le telefonate sono fra Enrico Ferrari, direttore del circuito monzese, e Giorgio Beghella Bartoli, responsabile tecnico. Altre invece coinvolgono lo stesso Beghella Bartoli e il tecnico di pista Stefano Tremolada, già ascoltato dagli inquirenti. “Io sono molto più preoccupato del problema che abbiamo in pista con l’asfalto in parabolica” dice Beghella. “Cioè che succede?” chiede Ferrari. “Che è venuto su!… Ci sono due bolle in mezzo alla curva… Tienitelo per te sta zitto!”, risponde Beghella. “Certo… non son mica matto…” lo rassicura Ferrari. “… E’ un fenomeno simile a quello che ci è successo nella via di fuga alla variante… Bisogna vedere domani mattina, secondo me non si vede niente lì” conclude Beghella.
Le bolle emergerebbero in caso di gran caldo, mentre nei giorni di gara le temperature dovrebbero restare basse. E così i due pensano di passarla liscia. A complicare il loro piano di insabbiamento è soprattutto l’orecchio della procura, ma anche ciò che avviene in pista. Durante le libere cade Max Biaggi, mentre nel giorno di gara arriva un temporale che peggiora notevolmente la situazione. Cadono Mark Aitchinson nel warm-up e poi Marco Melandri e John Hopkins. Nelle moto può capitare, ma a fine gara il centauro italiano è una furia: “L’asfalto vecchio – disse Melandri nel dopo gara – drenava bene, mentre su quello nuovo (dove si è corso, ndr) c’erano tre dita d’acqua. Correre era impossibile, anche perché a Monza si viaggia oltre i 300 all’ora: se cadi ti ammazzi”.
Stavolta il morto non ci è scappato, ma a quanto si evince dalle intercettazioni, la sicurezza non era proprio al primo posto delle preoccupazioni degli indagati. Tanto che la Sias, la società che gestisce l’autodromo ha preso le distanze con un comunicato durissimo emesso in queste ultime ore. Ecco il testo integrale: “La Sias – Autodromo nazionale Monza desidera porgere le proprie scuse per l’accaduto durante la manifestazione del SBK dello scorso 5/6 maggio. Le nostre scuse vanno innanzitutto ai piloti, agli organizzatori, ai commissari e a tutti gli sportivi. Infatti nonostante la direzione dell’autodromo fosse a conoscenza delle bolle esistenti sulla pista alla curva parabolica, già prima dell’effettuazione delle prove, ha taciuto e tenuto nascosto il fatto ai piloti, agli organizzatori, ai commissari e, non in ultimo, anche al consiglio di amministrazione. Non solo la direzione non è intervenuta per eliminare o circoscrivere il problema, ma ha altresì omesso mettere in atto tutte le necessarie precauzioni atte a evitare possibili rischi ai piloti. Inoltre tale comportamento omertoso ha impedito che i commissari di gara e i piloti potessero venire a conoscenza dei potenziali pericoli che la pista presentava in quel punto.
Il consiglio di amministrazione, peraltro, è stato tenuto all’oscuro di tutto ed è venuto a conoscenza del problema solamente il 18 giugno, a oltre un mese dall’evento, quando il presidente è stato chiamato dalla procura della Repubblica di Monza per esserne informato. La procura ha successivamente autorizzato il rilascio delle intercettazioni telefoniche relative all’accaduto. Di questi fatti il consiglio di amministrazione ne ha fatto oggetto di contestazione disciplinare ai dirigenti, i quali, ad oggi, non hanno ancora fornito giustificazioni. Giovedì della scorsa settimana è stato effettuato un sopralluogo con l’intervento, oltre che della società Cic, dei professori Giannattasio dell’università di Tor Vergata di Roma e del professor Crispino, ordinario del Politecnico di Milano, individuati di comune intesa con la CSAI e la FMI. Assieme a loro sono state individuate le modalità di intervento per eliminare il problema ed evitare che possa ripresentarsi nel futuro. Pertanto gli interventi che verranno eseguiti metteranno in assoluta sicurezza l’asfalto entro la fine del mese di luglio e quindi con sufficiente anticipo rispetto allo svolgimento del Formula 1 Gran Premio Santander d’Italia”.
Nicola Antonello
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