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Aggressione al carcere del Bassone: 10 agenti feriti

11 luglio 2012 – 08:40Nessun Commento

(Immagine youtube)

Consentire ad un detenuto psicologicamente instabile di detenere in cella bombolette di gas non è forse una delle idee più geniali che possa venire alla direzione di un carcere. Così ieri, al Bassone di Como, si è consumata una violenta aggressione con un preoccupante bilancio per il personale di polizia penitenziaria: nove agenti e un sovrintendente feriti. Tre di loro hanno riportato fratture agli arti, altri sei sono stati trattenuti in ospedale per accertamenti, dopo avere inalato gas.

A denunciare il fatto il segretario provinciale lombardo della Uil penitenziari, Fabiano Ferro per il quale “la violenza, l’irrazionalità e la patologia di un detenuto extracomunitario hanno letteralmente messo a repentaglio l’incolumità del personale”. Un detenuto la cui condotta eufemisticamente definita “problematica” era da tempo stata segnalata dalle guardie penitenziarie.

Ieri l’uomo ha iniziato a protestare poiché contrario ad un trasferimento di camera e quando il comandante gli ha ordinato di entrarvi ha incendiato delle bombolette di gas scagliandole contro il personale. Non pago di ciò, il forsennato ha anche svuotato il gas di altre bombolette contro gli agenti, causandone lo svenimento.

“Non so se l’episodio poteva essere evitato, stante le condizioni palesemente psico-labili del soggetto – osserva il sindacalista della Uil – ma certamente poteva essere previsto e quindi gestito diversamente”.

Anche per Davide Brienza, segretario regionale del Cnpp: «I colleghi sono rimasti vittima non solo del detenuto ma anche di un sistema che evidentemente non funziona. Il detenuto era seguito dal servizio psichiatrico, eppure gli era stato concesso di detenere una bomboletta da campeggio, nonostante in precedenza avesse già dato problemi. Ormai la sezione infermeria non è più riservata a chi sta male ma a chi ha disagi psichici e non può stare nelle sezioni ordinarie. Gli agenti sono costretti a gestire situazioni troppo pericolose».

Francesco Panico, segretario regionale del Sinappe ha rivolto “un invito a voler intervenire con decisione sulla fattibilità di lasciare in dotazione alla popolazione detenuta fornelli da campeggio il cui uso sarebbe consentito solo in luoghi all’aperto, nonché di lamette bic che alcuni detenuti utilizzano come armi”.

Red.

 

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