Home » Insubria

Brughiera del dosso: messa in mora per l’Italia

12 luglio 2012 – 08:10Nessun Commento

La Commissione Europea ha messo in mora il Governo italiano per non aver adeguatamente tutelato l’habitat naturale della “Brughiera del Dosso”, un’area di 220 ettari facente parte del Parco del Ticino, che sarebbe stata danneggiata dall’attività dello scalo di Malpensa. L’area è stata etichettata come di particolare pregio ambientale, pertanto le colpe attribuite a Sea e allo Stato Italiano risultano ancora maggiori. La società che gestisce lo scalo punta a ricorrere in cassazione.

Sessanta giorni: questo è il tempo a disposizione dell’Italia per difendersi dalla messa in mora da parte della Commissione Europea. Ad aver attirato l’attenzione dell’europa, la situazione della “Brughiera del Dosso”, un territorio di 220 ettari nel Parco del Ticino che, secondo il documento di accusa, sarebbe stato messo in una situazione di grave degrado per l’attività dell’aeroporto di Malpensa. Oltre 100mila alberi sarebbero, infatti, morti nella Brughiera: ad aggravare la situazione, il fatto che l’area sia stata etichettata come di particolare pregio ambientale.

Per sito di importanza comunitaria si intende infatti una zona le cui caratteristiche concorrono a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale; la legge, con il passare del tempo, ha aumentato l’attenzione verso l’ambiente: l’inquinamento a danno di aree protette risulta essere ancora più grave.

La Commissione Europea avrebbe quindi puntato il dito contro l’Italia “per non aver adottato le opportune misure per evitare il degrado” e “non avere adottato le necessarie misure di conservazione”: colpe pesanti, soprattutto tenendo conto del fatto che la zona della Brughiera dovrebbe essere, almeno teoricamente, protetta anche dall’Italia. La messa in mora non è il primo provvedimento inerente la situazione dell’area: qualche giorno fa la Corte d’Appello di Milano aveva fatto salire a 7,5 milioni di euro il risarcimento dovuto da Sea proprio per l’inquinamento causato all’area. Ad aver fatto partire la protesta i proprietari della tenuta Quintavalle, già vincitori in secondo grado di una causa per i danni arrecati all’area.

Come si comporterà adesso la società che gestisce l’aeroporto di Milano Malpensa? E cosa farà lo Stato italiano? I prossimi sessanta giorni saranno fondamentali per comprendere la strada che le istituzioni vogliono intraprendere.

Sembra che Sea abbia intenzione di ricorrere in cassazione: a far ben sperare l’azienda, il fatto che, col tempo, lo scalo abbia incrementato l’attenzione per l’ambiente, ottenendo anche dei riconoscimenti sulla questione.

Santina Buscemi

 

Articoli correlati:

  1. Carla Del Ponte: il Kossovo chiede la sua messa sotto inchiesta
  2. Lele Mora: scampagnata con denuncia
  3. Lele Mora tenta il suicidio coi cerotti
  4. Lele Mora rinuncia alla residenza svizzera
  5. Lele Mora e il tesoretto svizzero scomparso
  6. Lele Mora: i soldi sono in Svizzera!
  7. Lele Mora in manette
  8. Lele Mora: fallimento
  9. Lele Mora: per Lugano, caccia al tesoro e calcetto Vip
  10. Riaprono gli aeroporti del Nord Italia

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.