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L’ozono impazza in Lombardia

21 giugno 2012 – 09:50Nessun Commento

(foto CC, Simone Ramella)

L’inquinamento da ozono ha già superato i limiti in mezza Lombardia e, quel che è peggio, nei prossimi giorni probabilmente raggiungerà il livello d’allarme: sole e assenza di vento sono gli elementi che, combinati ai gas di scarico degli autoveicoli, mettono in ginocchio la qualità dell’aria della Regione.

Lo ha comunicato ieri Legambiente Lombardia, la quale ha tracciato una mappa della situazione: l’area più inquinata è quella della metropoli milanese, in particolare lungo la direttrice dell’autostrada A4, Milano nord, e il Mantovano. I picchi di concentrazione, ben oltre la soglia di informazione di 180 microgrammi/mc, si sono misurati a Mantova (228 microgrammi /mc) e Meda (227 microgrammi/mc), e le tendenze sono in continuo aumento da giovedì scorso.

Appare molto probabile che nei prossimi giorni venga superata la soglia di allarme (240 microgrammi/mc) per questa molecola tossica, particolarmente pericolosa per i danni che può provocare sulle mucose respiratorie.

Superamenti si sono registrati in tutte le province lombarde esclusa Sondrio, e nei capoluoghi di Milano, Monza, Varese, Lodi, Bergamo e Mantova. A Varese sono per ora quattro i giorni consecutivi di superamento, da sabato 16 a martedì 19 giugno (il record è stato raggiunto lunedì con 205 microgrammi/mc).

In queste condizioni di inquinamento, l’unico consiglio per i cittadini indifesi è quello di concentrare le attività all’aria aperta al mattino, evitando le ore pomeridiane. L’ozono è un inquinante sottovalutato, e l’informazione sui rischi connessi all’inalazione di ozono è largamente inadeguata, sebbene questo gas non sia affatto meno pericoloso delle polveri sottili che scandiscono le stagioni invernali.

Pur essendo inquinanti molto diversi, ozono e polveri sottili hanno la stessa origine: l’inquinamento da traffico. Nel caso dell’ozono, poi, i precursori dell’inquinamento vengono prodotti da tutti i motori a combustione, siano essi diesel, a benzina, a GPL o a metano: tutti questi motori infatti producono ossidi d’azoto che, oltre ad essere inquinanti, sono anche i responsabili delle reazioni chimiche che sprigionano ozono.

“La lotta a tutti gli inquinamenti atmosferici non può prescindere da misure di limitazione della mobilità automobilistica – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia - Non sono credibili politiche antismog che assecondino la crescita del traffico, come avviene in Lombardia con la costruzione di nuove autostrade come Pedemontana, BreBeMi e TEM: la lotta per un’aria più pulita passa necessariamente per una politica che destini i grandi investimenti verso la mobilità collettiva, non certo in grandi infrastrutture concepite per assecondare il ricorso all’uso dell’automobile per gli spostamenti individuali”.

Red./Com.

 

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