Criminalità via internet: pedopornografia ancora nell’occhio del ciclone!
Nel 2011 il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell’Ufficio federale svizzero di polizia (fedpol) ha ricevuto meno segnalazioni di sospetto dalla popolazione: 5330 comunicazioni, il 14 % in meno rispetto all’anno precedente. Registrato un calo delle comunicazioni nel settore della “pornografia dura” che rimane comunque quella con il maggior numero di comunicazioni!
Con 1206 segnalazioni la categoria “pornografia dura” resta quella con il maggior numero di comunicazioni, il 90 per cento delle quali riguarda la fattispecie di pedopornografia. Il calo delle segnalazioni in questa categoria non significa tuttavia che tali contenuti e reati compiuti su Internet siano veramente diminuiti. La flessione delle comunicazioni è in primo luogo riconducibile al fatto che i contenuti pedopornografici sono sempre meno accessibili al pubblico. I pedocriminali si servono consapevolmente di piattaforme protette o difficilmente accessibili quali forum, gruppi e reti sociali, che permettono loro di scambiare materiale pedopornografico in modo più discreto e anonimo.
In una nota diffusa oggi dal Consiglio federale, si evidenzia come nell’anno in esame le segnalazioni della categoria “pornografia in generale” siano leggermente aumentate rispetto al 2010 in cui erano invece diminuite. Le comunicazioni della categoria “spam” sono calate per il quarto anno consecutivo. È possibile che le vittime siano generalmente diventate più indifferenti nei confronti dello spamming e che rinuncino pertanto a segnalarlo a SCOCI. I filtri di spam sono inoltre sempre più affidabili cosicché i messaggi indesiderati sono spesso riconosciuti ancor prima di essere percepiti dagli utenti.
Nella categoria “criminalità economica” spicca in particolare l’aumento del 53% delle segnalazioni nel settore delle truffe. Soprattutto le persone che acquistano prodotti (automobili, appartamenti, apparecchi elettrici ecc.) tramite programmi di condivisione online o siti di piccoli annunci finiscono nel mirino di truffatori, spesso di origine straniera. Anche le segnalazioni nel settore dei reati economici (in particolare casi di phishing e di riciclaggio di denaro) sono cresciute in modo considerevole, e più precisamente del 28%. Gli artefici dei tentativi di phishing mirano principalmente a impossessarsi dei dati di accesso ai conti di e-banking e di programmi di condivisione online.
Il lavoro di SCOCI non si limita soltanto alla ricezione e al trattamento di comunicazioni inviate dalla popolazione. SCOCI effettua ricerche in rete anche indipendentemente dalla presenza di indizi ed è quindi presente su Internet anche in settori meno accessibili. Grazie alle ricerche attive, nel 2011 sono stati allestiti complessivamente 225 dossier su casi sospetti, di cui 223 sono stati trasmessi alle autorità cantonali di perseguimento penale e due ad autorità estere.
La maggior parte dei casi scaturisce dal monitoraggio delle reti peer to peer volto a individuarne gli utenti pedocriminali. Il monitoraggio ha permesso di identificare 214 persone che hanno partecipato attivamente allo scambio di materiale pedopornografico su reti peer to peer. Sulla base dell’ordinanza del Cantone di Svitto sulla polizia, nel 2011 i collaboratori di SCOCI in 16 casi hanno svolto indagini preliminari mascherate in chatroom. Le informazioni ottenute in alcuni casi sono state all’origine di provvedimenti processuali, quali perquisizioni domiciliari e interrogatori, svolti nei vari Cantoni interessati. I procedimenti avviati in tale contesto sono ancora pendenti.
Nel 2011 SCOCI ha trasmesso alle autorità cantonali di perseguimento penale complessivamente 263 casi, scaturiti sia dalle ricerche attive sia dalle comunicazioni inviate a SCOCI mediante l’apposito modulo online. Come in passato, la maggioranza dei casi è stata trasmessa alle autorità dei Cantoni più popolosi, quali Zurigo, Berna e Vaud. Secondo i riscontri forniti dai Cantoni, nel 91 per cento di tutti i casi trasmessi da SCOCI le autorità cantonali di polizia sono state indotte a eseguire perquisizioni domiciliari. Nell’84 per cento delle perquisizioni domiciliari effettuate sulla scorta delle segnalazioni di sospetto, è stato sequestrato del materiale illegale. Nel 94 per cento dei casi il materiale penalmente rilevante sequestrato era di carattere pedopornografico.
Com.
Articoli correlati:
- Riciclaggio: transazioni sospette per più di 3 miliardi di franchi
- Offshore Leaks: non più solo la Svizzera nell’occhio del ciclone
- Canicola ? Occhio a portatili e smartphones
- Occhio all’orologio, poiché un minuto avrà 61 secondi
- Votazioni federali: agli svizzeri piace votare via internet
- Riciclaggio: forte aumento delle transazioni sospette
- Criminalità e bordelli: sviluppi inquietanti in Ticino
- Medici nell’occhio del ciclone
- Malpensa, un occhio di riguardo ai passeggeri con mobilità ridotta
- Violazioni del diritto d’autore in Internet: Berna è permissiva














