Annessione Lombardia: il ministro svizzero stava scherzando
Se il consigliere federale Ueli Maurer sembrava aver concesso il suo benestare circa l’annessione della Lombardia alla Confederazione elvetica, il nuovo messaggio che ha fatto recapitare all’Agenzia telegrafica svizzera (ATS) tramite il proprio portavoce, rettifica tutto: “era soltanto pura ironia!”
“Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema. La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro paese. Preferiremmo avere rapporti con Milano che con Roma o Bruxelles.” Queste sono le parole che il ministro della Difesa della Confederazione elvetica Ueli Maurer, già presidente del partito di estrema destra UDC, pronunciava lo scorso 17 marzo, in occasione di una conferenza tenutasi a Biasca e organizzata dall’UDC ticinese, parole immediatamente raccolte dal giornalista Franco Cavalieri del «Corriere di Como», e poi diffuse dai media insubrici.
L’affermazione di Maurer aveva destato sorpresa, sia da parte elvetica sia italiana, ma (come si poteva presagire), il consigliere federale si stava semplicemente abbandonando a velati guizzi ironici, puntualmente smentiti dal proprio portavoce. La traduzione infelice dal tedesco potrebbe aver contribuito al malinteso. Ironia o meno, la questione è stata sollevata dalla petizione lanciata il 26 marzo scorso dal sito petizionionline.it per annettere la Lombardia alla Svizzera, iniziativa che sta riscuotendo molto successo, tanto che stamane sono state superate le 21700 sottoscrizioni. Quella che ha tutta l’aria della boutade politica, insomma, non viene presa tanto alla leggera da parecchi cittadini lombardi, che mediante la loro adesione comunicano una certa insoddisfazione nei confronti della loro patria. Affaire à suivre.
Red.
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Al di là delle battute e della fantapolitica, il problema è intrigante.
In primo luogo perché occorre capire se gli svizzeri accetterebbero.
Ci sono tanti pro e contro, per la Svizzera.
Forse per la Lombardia invece ci sarebbero praticamente solo “pro”. I pochi contro, che più che altro sarebbero “punti aperti” sarebbero facilmente superabili.
Intanto segnalo che a qualcuno quell’angolo di 90 gradi in basso a sx nella piantina non è piaciuto per cui anche Verbano Cusio Ossola e Novara, come province piemontesi, raccolgono firme per associarsi all’iniziativa lombarda.
Vedo che sullo stesso sito delle petizioni online ci sono anche raccolte di firme per l’adesione di Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta alla Francia, per l’indipendenza del Veneto, per l’adesione all’Austria di parte del TAA. Insomma, grande fuga del Nord.
Ma sarebbe tuttavia interessante vedere qui quali sarebbero i punti a favore e quelli contro per il popolo svizzero. Ci sono entrambi, naturalmente.
Per esempio, pro, ci sarebbe una Svizzera piu’ grande, piu’ difficilmente attaccabile da altri paesi su certi temi a noi sensibili. Sempre pro ci sarebbe il tessuto produttivo lombardo, uno dei piu’ elevati d’auropa e la possibilità finalmente di fare affari con un posto a noi vicino finalmente libero dalla burocrazia borbonica, che ostacola tutto. Una volta che, naturalmente, la Lombardia fosse diventata istituzionalmente compatibile con il contesto quadro svizzero.
Contro c’è il problema del debito pubblico italiano, di cui la Lombardia non puo’ disfarsi semplicemente perché “in fuga”. La Svizzera dovrebbe assumersi la quota lombarda. Contro c’è il problema dei mutati assetti linguistici e politici per cui il governo di Berna verrebbe rivoluzionato come composizione, formula magica inclusa. Contro c’è il problema delle infiltazioni mafiose al nord.
C’è altro ma lo lascio volentieri ai vostri commenti.