Frontalieri: ridurre i ristorni dal 38,8% al 12.5%
Il Parlamento svizzero chiede una riduzione dell’ammontare dei ristorni delle imposte prelevate ai frontalieri italiani in Svizzera dal 38,8% al 12,5%. I parlamentari si sono così allineati alla rivendicazione contenuta nell’iniziativa presentata a Berna dal Canton Ticino.
L’accordo, attualmente in vigore e firmato fra Roma e Berna nel 1974 prevede che il 38,8% delle imposte alla fonte pagate dai frontalieri in Ticino (ma anche nei Grigioni e in Vallese) vada riversato all’Italia. Lo scorso anno il Parlamenti ticinese ha approvato una iniziativa all’attenzione del legislativo federale, in cui si chiede di abbassare questo tasso a livello al 12.5% analogo a quello in vigore con l’Austria.
Questo assicurerebbe ai tre Cantoni di frontiera un’entrata supplementare non indifferente. Per il Canton Ticino la cifra ammonterebbe a circa 30 milioni di franchi l’anno. La proposta ticinese era stata respinta in settembre dalla Camera alta, il Consiglio degli Stati. I senatori avevano optato per una formula più generica, chiedendo al Governo federale di rinegoziare l’accordo fiscale sui frontalieri ridefinendo la natura del versamento compensativo adattandolo alle circostanze attuali.
Il Consiglio nazionale ha invece approvato la richiesta del Canton Ticino, invitando il Governo a tenerne conto nell’ambito di una revisione dell’accordo con l’Italia sull’imposizione dei frontalieri. L’iniziativa ticinese torna quindi alla Camera alta per venir riesaminata, prima di venir sottoposta al Governo.
Red.
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Notizia da prima pagina per i mezzi d’informazioni svizzeri. La decisione del Nazionale è una chiara risposta alle continue provocazioni italiane nei confronti della Confederazione. Era ora!
bravo mendris!
ma la colpa di questa assurda aliquota é, al 90% di Berna . potevano adottare lo stesso metodo che con la Germania (vedi Basilea)