Franchigia più bassa per chi fa la spesa in Italia
Lo propone in un comunicato il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri. Il provvedimento andrebbe preso come ritorsione per la mancata cancellazione della Svizzera dalla black list italiana dei paesi a fiscalità privilegiata.
Il pretesto per questa nuova proposta sono le dichiarazioni del direttore dell’ufficio dell’Accertamento dell’Agenzia delle entrate italiana Luigi Magistro, per il quale “non ci sono i presupposti per cancellare la Svizzera dalla black list”. Le dichiarazioni sono state rese in margine alla conferenza stampa in cui il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha reso noto che nel 2011 sono stati recuperati 12,7 milliardi di euro di tasse non pagate, con un aumento del 15,5% rispetto all’anno precedente.
Secondo Quadri, il rifiuto italiano di recedere dalle proprie posizioni nei confronti della Svizzera giustificherebbe l’introduzione del principio della reciprocità anche nella creazione di ostacoli ai rapporti commerciali fra i due paesi.
“Non si vede per quali ragioni – afferma Lorenzo Quadri – la Svizzera non dovrebbe a sua volta inserire l’Italia in una lista nera, parimenti arbitraria. Una lista che preveda, ad esempio, importanti limitazioni unilaterali della libera circolazione delle persone con il Belpaese. Magari stabilendo che, da subito, non viene più rilasciato alcun permesso per frontalieri a cittadini italiani per quel che riguarda il settore terziario.”
In aggiunta l’esponente leghista propone anche di mettere in difficoltà i negozi italiani della fascia di confine (in particolare i grandi magazzini) che apertamente puntano alla clientela ticinese, tramite l’introduzione di franchigie molto basse per la spesa transfrontaliera.
Red.
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Lorenzo Quadri, in quanto rappresentante del popolo ticinese, piu’ che della franchigia doganale, dovrebbe occuparsi, e preoccuparsi…., dei prezzi “imposti” dalla grande distribuzione svizzera/ ticinese che, nonostante il deprezzamenento dell’Euro ( piu’ del 20% in 2 anni), non ha ribassato i prezzi in egual misura sui prodotti importanti dalla tanta vituperata Unione Europea….forse maggior pressione e controlli delle nostre autorità servirebbero….Ovviamente è piu’ facile prendersela con che sta “oltre ramina”…e questo è il nuovo che avanza??