Più di due milioni di disoccupati in Italia
Con il tasso dell’8.9% toccato in dicembre 2011, la disoccupazione in Italia ha raggiunto il livello più alto dal 2004. Rimane alta (31%) pure la disoccupazione giovanile.
Questo secondo i dati provvisori pubblicati ieri dall’Istat (Istituto nazionale di statistica).
Il minimo del 5.9% raggiunto nell’aprile del 2007 sembra un lontano ricordo: da quando la disoccupazione ha ripreso a salire progressivamente, ovvero dalla fine del 2008, il 2011 è certamente stato l’anno peggiore, superando persino di 0.8 punti un 2010 da dimenticatoio.
Nell’ultimo mese del 2011 sono stati contati 22′903′000 occupati contro 2′243′000 disoccupati, lo 0.9% in più rispetto a novembre (20mila unità). L’occupazione è pari al 56.9% ed è sostanzialmente rimasta invariata al confronto con novembre, mentre è diminuita dello 0.1% rispetto al 2010 (-23mila unità).
Dalle cifre raccolte dall’Istat preoccupa soprattutto la disoccupazione che tocca i giovani compresi tra i 15 e i 24 anni: pur se in calo dello 0.2% rispetto a novembre, il 31% di coloro che partecipano attivamente al mercato del lavoro (dunque studenti esclusi) risulta senza lavoro. L’Italia concede praticamente dieci punti in più rispetto alla media attestata nell’Eurozona, fissata attorno al 21.3% (22.1% per l’UE).
Indicative anche le differenze di genere. Da novembre a dicembre 2011 la disoccupazione maschile è incrementata di 0.4 punti, portandosi all’8.4%, mentre quello femminile ha segnato una flessione di altrettanti punti, fissandosi comunque al 9.6%, quota sufficientemente allarmante.
Red.
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