Marisa Baù: è giallo sulla morte della suora laica
I famigliari di Marisa Baù, la suora laica sparita il 20 dicembre scorso e ritrovata morta lunedì scorso in un casolare in Svizzera, non credono al suicidio. “Non lo avrebbe mai fatto. Era contro i suoi principi di credente”.
Mentre il feretro di Marisa Baù è ancora all’obitorio dell’ospedale di Losanna, in attesa del trasferimento ad Asiago, i famigliari della suora laica, sulle pagine del Corriere del Veneto, affermano di non credere alla versione ufficiale. “Mai si sarebbe suicidata – dice Silvia una delle nipoti -, era contro il suo credo, la religione”. I due fratelli e i tre nipoti di Marisa si trovano in Svizzera in attesa di potere rimpatriare il corpo della suora. Oltre al dolore c’è pure lo sconcerto di fronte alle conclusioni degli investigatori che affermano che quello di Marisa è stato un gesto estremo.
La donna, 48enne, era sparita il 20 dicembre scorso dal centro dei Focolarini di Montet, nel Canton Friborgo, dove risiedeva da diversi anni. Era appena tornata da un viaggio in Brasile. Quel giorno, disse di avere l’emicrania e di volere prendere un po’ d’aria per riprendersi dal lungo viaggio. Da quel momento è scomparsa. Solo lunedì pomeriggio, il suo corpo senza vita, è stato ritrovato in un fienile poco lontano dal suo domicilio. La donna, secondo gli investigatori, si era impiccata il giorno stesso della sua sparizione. Nulla comunque è ancora certo. La polizia scientifica svizzera si riserva di approfondire ulteriormente il caso. Non si esclude ancora completamente l’intervento di terze persone.
Mario Besani
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