Temi fiscali ed energetici a margine del WEF di Davos
Grandi manovre diplomatiche sono in corso a margine del WEF di Davos. Sei dei sette Consiglieri federali elvetici stanno lavorando dietro le quinte per ristabilire buoni rapporti diplomatici con Europa e Stati Uniti in merito, tra l’altro, ai contenziosi fiscali in corso ormai da mesi. La cessione praticamente forzata della banca d’affari sangallese Wegelin (molto ben radicata anche in Ticino) al gruppo Raiffeisen è solo l’ultimo dei numerosi segnali di un nervosismo legato ai degradati rapporti tra Usa e Svizzera in questo settore.
Mentre l’Europa in crisi si ritrova a Davos in cerca di nuove boccate d’ossigeno, la Svizzera è finita, suo malgrado, in acque internazionali agitate. I suoi ministri stanno tentando di trovare uno sbocco al problema legato agli accordi fiscali con gli USA e la Germania , unitamente all’accordo sull’energia con l’UE. I risultati, però, si fanno attendere.
« Auspichiamo di raggiungere un accordo fiscale con gli Stati Uniti nel corso del 2012”, ha tenuto ad assicurare alla stampa la presidente della Confederazione Evelyne Widmer-Schlumpf al termine di un incontro con il segretario al tesoro statunitense Timoty Geithner a margine del WEF. La Presidente svizzera ha evidenziato come vi sia consenso sui punti essenziali dell’accordo ma manchi, invece, l’intesa su alcuni dettagli fra i quali la cifra che le banche saranno chiamate a versare agli USA. Il parlamento, inoltre, sarà chiamato a votare l’accordo e, a detta della Consigliera federale, la discussione potrebbe essere lunga e irta di ostacoli.
Problemi sono altresì sorti in merito all’accordo fiscale siglato la scorsa estate con la Germania. Un accordo disapprovato sia dall’UE sia dai Länder tedeschi socialdemocratici. Eveline Widmer-Schlumpf ne ha difeso termini e contenuti in un breve incontro avuto con la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il suo Ministro delle finanze Wolfgang Schäuble. “Occorre sapere come si vuole raggiungere l’equità fiscale – ha esplicato Widmer-Schlumpf – Si possono indurre un elevato numero di persone a rispettare i loro obblighi fiscali in modo anonimo e questo è l’approccio che la Svizzera propone con questi accordi.” La Presidente avrebbe, a suo dire, ottenuto l’appoggio di Schäuble e chiesto il sostegno della Merkel in ambito EU.
A Davos i negoziati sono stati altrettanto difficili in merito all’accordo sull’energia tra Svizzera e UE. Alfine di far avanzare questo dossier ritenuto prioritario dalla Confederazione, la Ministra Doris Leuthard ha incontrato, il commissario europeo dell’energia Günther Oettinger. Ma se la posizione elvetica è unanime fra gli addetti ai lavori, il fossato che separa Svizzera e UE sembra allargarsi. Nessuna soluzione si profila, per ora, per quanto concerne le questioni tecniche quali la liberalizzazione del mercato elvetico dell’elettricità preteso da Bruxelles.
La Consigliera federale responsabile del tema energetico ha quindi rimandato a fine 2012 la firma di un accordo inizialmente prevista per l’autunno del 2011. La nuova scadenza sembra, tuttavia, poco realistica considerati i numerosi e controversi nodi da sciogliere nei rapporti tra Confederazione e UE.
Red.
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