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Shopping: Lugano la città meno attrattiva

11 gennaio 2012 – 18:50Nessun Commento

Lugano (L. Holländer)

Cattivo mix settoriale e forte concentrazione in grandi negozi: sono i fattori negativi che mettono Lugano all’ultimo posto della classifica fra le 10 città svizzere prese in considerazione dallo studio Retail Outlook 2012 sul commercio al dettaglio svizzero pubblicato dal Credit Suisse.

Per analizzare l’attrattiva dalla prospettiva dei consumatori gli analisti del Credit Suisse hanno tenuto conto di indicatori come: ricchezza dell’offerta, mix di settori, filializzazione e concentrazione dell’occupazione, accessibilità ai pedoni, raggiungibilità con i mezzi pubblici e con quelli individuali così come orari di apertura dei negozi. I centri delle città di Zurigo, Ginevra e Berna sono quelli che si classificano meglio nel gruppo analizzato. Il buon posizionamento non si basa solamente sull’ampia offerta ma anche sui solidi risultati ottenuti per gli altri indicatori.

Zurigo si contraddistingue in particolare per gli orari di apertura più lunghi fra tutte le città e ha una concentrazione dell’occupazione relativamente bassa. Se Ginevra vanta una quota relativamente elevata di negozi che non appartengono ad alcuna catena, Berna convince in particolare per un mix di settori bilanciato e per la compattezza del suo centro cittadino, che lo rende attraente per i pedoni. Da un qualsiasi negozio di Berna sono raggiungibili mediamente altri 110 esercizi in un raggio di 200 metri.

Ma anche le città più piccole hanno i loro punti di forza. Winterthur ha un’offerta relativamente ridotta, ma si piazza al di sopra della media grazie all’accessibilità per i pedoni e al suo buon mix di settori. Le città più piccole compensano l’offerta più ridotta rispetto agli altri centri cittadini perlopiù con una buona raggiungibilità sotto il profilo dei trasporti nonché con un mix di settori spesso bilanciato.

Lugano invece, secondo lo studio, presenta un cattivo mix settoriale e una forte concentrazione dell’occupazione in grandi negozi. Grandi magazzini e negozi di abbigliamento e orologi sono presenti in numero superiore alla media, mentre la densitàdi altri punti vendita specializzati del settore non food è bassa. L’ultimo posto non significa assolutamente che il centro non sia interessante, si precisa nello studio, ma soltanto che tale centro, in base agli indicatori analizzati, ottiene una valutazione inferiore nel confronto tra le dieci città esaminate. Se si analizzassero anche altri centri cittadini, il risultato probabilmente sarebbe molto diverso.

4 miliardi di fatturato finiti all’estero

Nel 2012, sebbene in misura meno traumatica dell’anno precedente, il commercio al dettaglio svizzero continuerà a risentire degli effetti negativi della forza del franco e della caduta dei prezzi. Si stima che nel 2011 tramite il turismo degli acquisti siano confluiti all’estero dai 4 ai 5 miliardi di CHF di potere d’acquisto. Le condizioni quadro del commercio al dettaglio per il 2012 appaiono eterogenee: finché l’incertezza circa gli ulteriori sviluppi della crisi dell’euro permane e la disoccupazione aumenta, la debole fiducia dei consumatori continuerà a pesare sull’andamento del fatturato del commercio al dettaglio.

Proseguono invece gli impulsi positivi provenienti dall’immigrazione, che dovrebbe rimanere elevata anche nel 2012, nonostante un lieve indebolimento. Inoltre i prezzi in calo nel commercio al dettaglio fanno da contraltare a una perdita di potere d’acquisto. Gli economisti del Credit Suisse si aspettano per il 2012 un moderato aumento dei fatturati reali del commercio al dettaglio. La prevista flessione nominale delle cifre d’affari è dovuta principalmente, come già nel 2011, alla diminuzione dei prezzi.

Red./Comunicato

 

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