Riconosciuto il diritto di visita al proprio cane
“Piccolino” è il suo più grande amore. Un cane inseparabile dalla sua anziana padrona, Maria Arioli, ottantunenne varesina. Sono loro i protagonisti di una bella storia “raccontata” in un decreto del giudice tutelare del tribunale di Varese Giuseppe Buffone.
La signora vive da sola e Piccolino è la sua unica compagnia. Non ha figli e l’unica parente stretta, una sorella, si è trasferita da tempo a Torino. A causa degli acciacchi dell’età, l’anziana è stata ricoverata nella casa di riposo “Fondazione Menotti Bassani” a Laveno Mombello. Un istituto dove, come scrive il giudice, “non è consentita la permanenza di animali”. E così il bastardino finisce al canile. Un destino ingrato ma comune a molti animali quando i proprietari non sono più in grado di badare a loro.
Il destino di “Piccolino” finisce però in un fascicolo a Palazzo di giustizia, durante la nomina del cosiddetto amministratore di sostegno, l’avvocato Pasquale Schiariti, al quale è stato conferito l’incarico che lo ha trasformato in una sorta di tutore nei confronti di un soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa. Durante la discussione è emerso con evidenza che il “bene” più caro dell’anziana non sono i risparmi o gli immobili, ma il suo fedelissimo Piccolino.
Il giudice, con una sentenza inedita, ha disposto che una persona di fiducia della donna, un’amica, dovrà “occuparsi del cane, portandolo presso la beneficiaria (la padrona, ndr) con cadenza periodica e secondo la sua volontà”. La coppia deve tornare assieme e la casa di riposo deve adeguarsi. Così è stato: oggi c’è stato il ricongiungimento fra bacini, biscottini e qualche lacrima. “Mi sei mancato tanto”, ripeteva la signora. E ancora: “Io vivo per lui e lui vive per me”, diceva offrendogli il dolcetto al cioccolato.

Gli ospiti della casa di riposo "Fondazione Menotti Bassani" di Laveno Monbello festeggiano Piccolino
Ma com’è nata questa decisione? Tutto è spiegato nel documento di giustizia che è un vero e proprio “manifesto” a favore degli animali da compagnia e delle emozioni che regalano ogni giorno agli esseri umani. “Un sentimento – scrive Buffone – che costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale (…) e patrimonio della coscienza sociale contemporanea”. Il magistrato varesino cita anche sentenze europee e la Convenzione sui diritti delle persone disabili, sostenendo “il contributo fornito dagli animali da compagnia alla qualità della vita e dunque al loro valore per la società”. Poi, ovviamente, si entra nel caso specifico, rilevando come “l’anziana esprima fortemente il desiderio di frequentare il cane (…) unico ricordo della vita quotidiana persa a causa della patologia”. Un caso sui generis che non, però, trasformerà le strutture sanitarie in mini-zoo. “Questo è un caso particolare – afferma l’avvocato Schiariti – dove la giustizia è stata in grado di ascoltare la persona e il suo desiderio più intimo. Sembrerà una piccola cosa ma è un segno forte di speranza per una società a misura d’uomo”.
La Fondazione Menotti Bassani, inoltre ha spalancato le porte al ricongiungimento che avverrà un paio di volte a settimana (o quando la padrona vorrà), mentre Piccolino resterà “domiciliato” al canile: “In questi mesi – afferma il coordinatore della residenza, Giovanni Bianchi – abbiamo adottato un altro cane (Hacki, detto il Ragioniere) che è diventata la mascotte di tutti”. Da oggi in poi pure lui avrà un amico in più, Piccolino.
Nicola Antonello
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