Con la norma sulla tracciabilità… la spesa dove si fa?
Per esempio in Svizzera. Dopo il blitz di Cortina, gli italiani benestanti ma non del tutto in regola con il fisco cercano delle alternative per spendere i loro soldi senza sollevare i sospetti del fisco.
In Italia la norma sulla tracciabilità introdotta in dicembre introduce l’obbligo di usare la carta di credito o altri strumenti tracciabili per pagamenti a partire da 1000 euro, in modo da permettere al fisco di verificare se le spese sono in linea con il reddito dichiarato. Incongruenze possono portare ad accertamenti indesiderati.
Si valuta che annualmente in Italia i redditi non dichiarati raggiungano la somma di 120 miliardi di euro, evasi soprattutto dall’economia sommersa e dagli indipendenti: i salariati, che vengono tassati alla fonte, non hanno molte possibilità di sfuggire al fisco.
A Cortina durante il giorno dell’ispezione gli incassi di alberghi e boutiques rinomate risultarono rispettivamente del 110% e del 106% più alti confronto al giorno prima. Ancor più sintomatiche le cifre derivate da 251 detentori di auto di lusso: su 133 vetture intestate a persone fisiche, 42 appartenevano a persone che lungo il biennio 2009-2010 avevano dichiarato un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro.
Sfoggiare la propria ricchezza in Italia può quindi diventare controproducente. Fortunatamente per i Lombardi la frontiera non è distante, ed ecco che vengono riscoperti i negozi in Ticino. I prezzi, a causa del franco forte, saranno forse un po’ elevati, ma in cambio si evitano grane ancora più costose con il fisco.
Non sono solo i negozi di merce pregiata a venir riscoperti dalla clientela italiana, ma anche gli uffici viaggio. Gli amanti del mare e di mete turistiche esotiche e costose si rivolgono in misura crescente alle agenzie turistiche ticinesi.
Red.
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…. ecco perché i gioiellieri di Via Nassa si stanno fregando le mani !! e io che pensavo che fosse il freddo.