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Turisti del pieno: ci risiamo!

8 dicembre 2011 – 18:29Nessun Commento

Distributore al confine (foto L. Holländer)

La manovra “salva Italia” voluta dal governo di Roma, salva anche i benzinai ticinesi. Infatti, pure le accise sui carburanti, sono finite nel pacchetto di risanamento di Mario Monti. E così, nelle ultime ore, il prezzo del carburante è schizzato alle stelle. Facile immaginarsi che chi non abita troppo lontano dal confine riprenda la via della Svizzera pur di risparmiare qualche soldo. La carta sconto, nella fascia di frontiera, non basta più.

Dopo qualche mese di tregua, favorita dal caro-franco, da alcune ora i “turisti del pieno” hanno ricominciato a dirigersi verso il confine elvetico. Il drastico ritocco verso l’alto delle accise sui carburanti – una delle strategie messe in campo dal governo Monti per risanare i disastrati conti dello stato – hanno avuto come immediata conseguenza l’aumento dei prezzi di benzina e diesel. Giocoforza, si guarda dall’ altra parte della frontiera.

In Canton Ticino, su un litro di benzina si risparmiano almeno 8 centesimi di euro, sul diesel 11. Alla fine, un pieno costa fra gli 8 e gli 11 euro in meno. In un periodo di manovre “lacrime e sangue” si cerca quindi di risparmiare dove si può. Nemmeno la carta-sconto per chi abita nella fascia di frontiera è ancora concorrenziale tanto che il settore dei distributori italiani si è prontamente rivolto alle autorità regionali per chiedere interventi immediati come, ad esempio, l’introduzione di uno sconto variabile a dipendenza dei prezzi praticati in Svizzera.

Benzinai, politici e media si stanno affidando anche al senso civico dei lombardi. “Fare il pieno in Svizzera -dicono- toglie risorse allo stato italiano impegnato in una dolorosa ma necessaria manovra di risanamento del debito pubblico a cui tutti devono concorrere”.

Ma il richiamo alla solidarietà, in questo caso, rischia di essere fiato sprecato. Già serpeggia il malumore, soprattutto fra il ceto medio, che teme di essere il solo a dovere pagare per risanare la mostruosa voragine finanziaria. Infatti, i ricchi hanno scudato o addirittura, secondo molti osservatori, stanno riportando i soldi in Svizzera per sottrarli al fisco. E questo per buona pace di chi sostiene che solo se il paese saprà marciare compatto potrà togliersi dagli impicci.

 

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