Monte San Giorgio : riaffiora la storia del mondo
Una nuova, dettagliata e facilmente fruibile Guida geologica del Monte San Giorgio e del suo scrigno, patrimonio dell’umanità Unesco, consentirà di avvicinare anche il grande pubblico al fascino sia dei fossili, sia della storia che gravita attorno ad un monte che ha ancora molto da svelare. La geoguida è stata presentata stamane dai suoi ideatori Markus Felber e Andrea Tintori ed è concepita in forma di carta escursionistica scientifico-didattica.
Uno strumento di lavoro. Così il prof Markus Felber, site manager del lato ticinese del Monte San Giorgio, ha definito la neonata geoguida del Monte, una guida che sostituisce, di fatto, la prima edita nel 2000, ormai superata sia nella forma sia nei contenuti. Sono 116 i punti di interesse paleontologici, di archeologia industriale, di scavi scientifici, di affioramenti rocciosi, cave, miniere e di sfruttamenti storici oltre che musei segnalati nella nuova carta. Una dimostrazione cartacea, oltre che sostanziale, dell’importanza mondiale del comparto del Monte San Giorgio, una delle località fossilifere più importanti al mondo per quanto riguarda il triassico medio tanto da aver meritato nel 2003 l’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’Unesco per il lato elvetico, seguita nel 2010 da quello italiano.
Essenziale, ora, è mantenere gli alti standard chiesti dall’Unesco per la conferma del label, e ciò a fronte della forte pressione da parte di un sito pure dedicato al triassico medio marino ubicato in Cina.
La geoguida è un tassello importante di questa qualità, un elemento che renderà accessibile a tutti il comparto che, per definizione, è chiuso, di difficile lettura, turisticamente difficile da interpretare.
Il richiamo, però, è enorme ed il potenziale da sfruttare. I primi ad averlo fatto, oltre al locale ente turistico, sono i viticoltori della regione che, riunitisi in associazione hanno creato un marchio DOC Monte San Giorgio portando i loro vini (rossi ma anche bianchi) ai vertici della qualità elvetica.
E` esattamente in questa direzione che gli operatori attivi sul Monte San Giorgio vogliono andare: verso un lavoro comune che sfrutti tutte le potenzialità di un territorio di grandissimo pregio ancora tutto da scoprire da parte del grande pubblico. Lo ha ribadito Nadia Lupi, direttrice dell’ente turistico del Mendrisiotto, per la quale, il Monte San Giorgio “è un grande attrattore per una regione come la nostra che cerca visibilità. Ma il Monte deve saper offrire ai turisti i suoi contenuti e la nuova geoguida assolve a questo importantissimo compito.” Anche per questo vi è inserito il sentiero geopaleontologico transazionale, ora completo nella sua lunghezza. In arrivo sono, pure, la tavola didattica e il nuovo sito web che consentiranno una ulteriore divulgazione dei contenuti del comparto. Contenuti per altro pure evidenziati dal flyer realizzato congiuntamente dai due siti manager. Per quanto concerne il futuro Lupi ha sottolineato l’interesse della Nuova politica regionale federale ad investire nei 12 siti Unesco elvetici e il progetto Unesco destination Schweiz.
Insomma, attorno al Monte San Giorgio si sta muovendo la storia, la storia che riaffiora con i suoi fossili, il suo terroir. Una storia tutta nostra da volorizzare a 360 °.
Katya Cometta
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