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La rivoluzione di Varese

16 dicembre 2011 – 00:23Nessun Commento

Entro il 2018 Varese sarà un’altra città. L’area delle stazioni situata nel centro cittadino, ma altamente degradata, sarà rivoluzionata. E’ quello che promette il Masterplan presentato ieri pomeriggio della sede cittadina di Regione Lombardia. Si tratta del progetto delle stazioni unificate. Nella Città Giardino, infatti, esistono due capolinea: quello di Rfi (ex Ferrovie dello Stato) e quello delle Ferrovie Nord. Da decenni si discuteva di una possibile unificazione in un unico luogo. La logistica, invece, resterà grossomodo com’è ora, ma con un profondo restyling che cambierà il volto della città.

Le altre novità emerse dall’incontro fra gli enti e le società coinvolte riguardano i volumi delle opere private, decisamente diminuiti rispetto a quanto preventivato nel 2007. Grattacieli e mega complessi rimarranno nel cassetto. Inoltre, per la prima volta, si è parlato di tempi certi. “Gara pubblica a gennaio 2013 – ha elencato l’assessore regionale alla mobilità, Raffaele Cattaneo – e avvio del cantiere a novembre dello stesso anno. Poi completamento delle opere ferroviarie nel 2015 e di tutti i lavori nel 2018”. Gli enti pubblici non verseranno un soldo. Tutto sarà accollato al privato che, a fronte di investimenti propri per 150 milioni di euro, sborserà 43 milioni per interventi pubblici.

“Cambierà radicalmente la mobilità interna alla città, oggi tagliata da ben due linee ferroviarie collegate male – ha sottolineato il sindaco Attilio Fontana – nonostante siano distanti poche decine di metri”. Con un sistema di passerelle, piastre sopraelevate, scale mobili e tapis roulant, comprendendo anche la zona dell’attuale mercato di piazzale Kennedy, si potranno raggiungere treni, autobus e il centro città in meno tempo e senza il rischio di venire stirati dalle auto. E tramite una passerella ponte, la stazione Rfi sarà collegata anche all’ospedale materno-infantile Del Ponte. Infine si è sottolineata l’importanza dell’intervento alla luce del collegamento con la Svizzera e il Gottardo, tramite la ferrovia Arcisate-Stabio. Il “treno” del progetto è partito. Ora non resta che arrivare… in stazione. Possibilmente in modo rapido e puntuale.

Nicola Antonello

 

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