I varesini bocciano la politica
Un forte senso di insoddisfazione relativo alle istituzioni politiche e sociali aleggia tra i cittadini di Varese. È quanto emerge da una indagine realizzata dalla facoltà di Scienze della comunicazione dell’ateneo varesino, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 327 residenti diversificati tra loro per sesso, età, professione e condizione sociale.
La maggioranza degli intervistati ritiene che la condotta morale negativa di un capo di governo possa pregiudicare l’immagine collettiva della politica italiana; inoltre ritiene che i costi di quest’ultima siano troppo elevati, e lamenta gli inutili sprechi finanziari perpetrati dagli organi di governo e dalle pubbliche amministrazioni. Insoddisfazione anche per le tasse assai pesanti (secondo l’83% degli interpellati), a cui non corrispondono servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati.
Tutto ciò non infonde coraggio nell’ottica di un prossimo futuro, come puntualmente testimoniano le risposte dell’80% dei cittadini coinvolti nell’inchiesta, ancora una volta scettici circa una ripresa economica entro breve termine e sfiduciati riguardo a concreti sbocchi impiegatizi per i propri figli.
Tuttavia i varesini dimostrano d’aver reagito con un certo stoicismo, sostituendo alle potenziali lagne controproducenti un comportamento ben più responsabile, colorito da sacrifici monetari e cambiamenti quotidiani cronici.
Alla propria prole, invece, viene calorosamente consigliato di trovare un’occupazione all’estero. Insomma, la forza d’animo dei varesini non sembra giustamente ripagata da un tessuto socio-politico altrettanto promettente.
Red./Com.
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