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Fastweb: un pozzo senza fondo

15 dicembre 2011 – 10:44Nessun Commento

E’ impietosa la stampa svizzera con Fastweb. La filiale italiana di Swisscom, in 4 anni ha perso il 35 per cento del suo valore ed è ormai una palla al piede per l’azienda elvetica a maggioranza pubblica. C’è chi propone di venderla ma i vertici di Swisscom continuano a difendere l’investimeno. Si tratta di un “asset” assolutamente strategico, dice il Ceo Carsten Schloter.

Non accennano a diminuire le diffocoltà di Fastweb, la filiale italiana di Swisscom. Ieri, l’operatore telefonico elvetico, a maggioranza pubblica, ha ammesso una nuova perdita di 1.2 miliardi di franchi (1 miliardo di euro). Un risultato deludente dovuto proprio alla cronica crisi di Fastweb. Swisscom si è affrettata ad assicurare che il cattivo risultato non inciderà né sugli investimenti in Svizzera né tantomeno sui dividendi. Anzi, gli azionisti potranno beneficiare di un consistente aumento delle loro quote. Tuttavia, Fastweb appare sempre più come un pozzo senza fondo. Le critiche ai vertici dell’ operatore telefonico arrivano ormai da tutte le parti. I giornali economici, quelli politici, le riviste specializzate elvetiche, nessuna usa più il condizionale: Fastweb più che un affare è un fallimento. Il Ceo di Swisscon, Carlsten Schloter, si giustifica dicendo che i cattivi risultati della filiale italiana sono da addebitare alla crisi nella Penisola e in tutta la zona euro. Ciò riduce la propensione dei potenziali clienti a sottoscrivere nuovi abbonamenti. Inoltre, dice ancora Schloter, la concorrenza anche nel settore delle fibre ottiche, il “core business” di Fastweb, si fa sempre più dura.

Tutto vero, certo, dicono i critici. Tuttavia, la compagnia, da quando è stata acquistata nel 2007 per un prezzo stratosferico (4.6 miliardi di euro) non ha fatto che perdere di valore: -35% in quattro anni. Lo stesso Schloter, che aveva fermamente voluto l’investimento ritenendo all’ epoca Fastweb “un gioiellino” oggi ammette che il prezzo pagato allora fu probabilmente il frutto di un cattiva valutazione. Senza contare che lo scandalo di presunte malversazioni, evasioni fiscali e riciclaggio, addebitati alla vecchia dirigenza di Fastweb è costata non solo in termini economici ma anche di immagine.

Le critiche della politica

Le critiche non arrivano però solo dalla stampa. Anche in parlamento, molti deputati liberali e della destra UDC, contrari già dall’ inizio all’ acquisto di Fastweb, cominicano a spazientirsi per il continuo deficit. Swisscom è pur sempre una controllata pubblica e gli abbonati svizzeri non possono continuare a pagare alte tariffe telefoniche per coprire i buchi della filiale italiana. Molti cominciano a chiedersi se non sarebbe tempo e ora di liberarsi dal pesante fardello.

Schloter, si vuole rassicurante preannunciando profondi cambiamenti e tagli nella gestione di Fastweb, tuttavia continua a ritenere che la filiale italiana sia un asset strategico per Swisscom considerando che la fibra ottica è il futuro della comunicazione.

Mario Besani

 

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